Ecco i risultati della qualità dell’aria riscontrati durante il Covid-19.

A girl walks across a bridge in Belgrade, Serbia, Wednesday, Jan. 15, 2020. Cities throughout the Balkans have been hit by dangerous levels of air pollution in recent days, prompting residents' anger and government warnings to stay indoors and avoid physical activity. (AP Photo/Darko Vojinovic)

L’emergenza Coronavirus ha rappresentato un evento unico che ha permesso di studiare gli effetti provocati dalle importanti restrizioni, applicate per motivi sanitari, sulle emissioni in atmosfera e sui conseguenti livelli di inquinamento dell’aria. Lo studio effettuato da ARPAV dimostra i risultati delle valutazioni effettuate, per il territorio della regione Veneto e per il periodo dal 23 febbraio al 31 marzo 2020, utilizzando l’analisi delle concentrazioni degli inquinanti (Biossido di azoto, Monossido di azoto, PM10) misurate dalle stazioni di monitoraggio nei capoluoghi di provincia, la stima delle variazioni delle emissioni inquinanti dei settori interessati dalle restrizioni durante il lockdown e la valutazione delle concentrazioni stimate dal sistema modellistico SPIAIR, impiegato per la valutazione integrata dell’inquinamento atmosferico. Per l’elaborazione dei dati ARPAV si è unita alla collaborazione il dipartimento di ingegneria dell’Università di Padova.
I risultati riscontrati fanno emergere una diminuzione delle emissioni da traffico dal 30 all’80%, a seconda del periodo del lockdown, per i veicoli leggeri circolanti sulle strade urbane ed extraurbane, e un decremento dal 24 al 97% delle emissioni da aeroporti. Per contro, le emissioni da riscaldamento domestico civile non hanno subito contrazioni; si è registrato invece un lieve incremento, sicuramente per la maggiore permanenza della popolazione in casa. Per quanto riguarda le concentrazioni degli inquinanti atmosferici, si sono registrate, a seconda delle province, diminuzioni variabili dal 19% al 50%, per il biossido di azoto e dal 22 al 32% per il PM10, rispetto alla media degli anni 2016-2019. In generale questa diminuzione può ricondursi sia alla riduzione delle emissioni che all’influenza delle condizioni meteorologiche occorse nel marzo 2020. Lo studio sarà utilizzato nel progetto europeo Life Prepair che valuta l’inquinamento dell’aria nel bacino padano e nel progetto nazionale Pulvirus su pandemia e inquinamento dell’aria promosso da Istituto superiore di sanità, Ispra, ENEA e Sistema nazionale delle agenzie.
Quindi ecco nel dettaglio le conclusioni riportate all’interno del documento diffuso da Arpav:
“Il presente documento contiene i risultati della valutazione preliminare degli effetti dei provvedimenti restrittivi conseguenti all’emergenza coronavirus sulla qualità dell’aria, nel territorio della Regione Veneto, nel periodo di lockdown dal 23 febbraio fino al 31 marzo 2020. Per la valutazione si è utilizzato un triplice approccio: l’analisi delle concentrazioni di inquinanti misurate dalle stazioni di monitoraggio per la qualità dell’aria di ARPAV; la stima delle variazioni delle emissioni inquinanti dei settori interessati dalle
restrizioni del lockdown e l’analisi delle concentrazioni stimate dal sistema modellistico utilizzato in ARPAV per la valutazione dell’inquinamento atmosferico. L’analisi dei dati di qualità dell’aria evidenzia che il mese di marzo 2020 è stato caratterizzato da concentrazioni giornaliere di NO2 inferiori rispetto a quelle registrate nello stesso mese degli anni 2016-2019, sia nelle stazioni di fondo urbano che in quelle di traffico. Le riduzioni dei livelli giornalieri di NO2 durante il lockdown variano dal 19% di Rovigo al 50% di Belluno. Per quanto riguarda il particolato PM10 si osserva una riduzione tra il 22 e il 32% dei livelli di concentrazione. Occorre sottolineare che le frequenti condizioni atmosferiche dispersive registrate nel mese di marzo 2020 potrebbero avere accentuato, più che per altri inquinanti, la diminuzione delle concentrazioni di particolato rispetto al periodo di controllo”.
E prosegue:
“L’analisi dei dati giornalieri è stata completata con la valutazione delle concentrazioni di monossido di azoto (NO), inquinante che ha natura esclusivamente primaria, ovvero è direttamente emesso dalle sorgenti emissive, principalmente dal traffico. Le riduzioni delle concentrazioni giornaliere osservate sono confrontabili tra tutti i siti di traffico dei capoluoghi di provincia e si attestano tra il 56 e il 73%. La stima della variazione complessiva delle emissioni nei diversi settori, a marzo 2020 rispetto a marzo 2019, per effetto del lockdown ha messo in evidenza le riduzioni più consistenti nel settore “traffico”: fino all’80% per le auto e i veicoli leggeri nelle strade urbane ed extraurbane e fino all’85% nelle autostrade; la riduzione delle emissioni per i veicoli pesanti nella seconda metà di marzo è stata del 70% nelle strade urbane, del 60% nelle strade extraurbane e del 50% nelle autostrade. La riduzione complessiva delle emissioni risulta notevole anche per quanto riguarda gli aeroporti della regione (Venezia, Treviso e Villafranca di Verona): fino al 97% nell’ultima settimana del mese di marzo 2020. Per il porto di Venezia la riduzione stimata è del 16%, mentre per il porto di Chioggia è del 42%. La stima della riduzione delle emissioni per effetto del decremento dei consumi energetici nella seconda metà di marzo è del 52% nel settore terziario, del 27% nel settore industriale, del 20% nel settore termoelettrico, mentre per il settore residenziale si stima un incremento delle emissioni di circa il 10% a causa della permanenza della popolazione negli edifici domestici nelle ore centrali della giornata, a seguito dei provvedimenti emanati. Per il settore agricolo e zootecnico non si stimano variazioni delle emissioni in quanto non sono state previste limitazioni dei periodi di lockdown. Analizzando la riduzione delle emissioni per inquinante, si stima un significativo decremento in relazione agli NOx (-23% mediamente a marzo 2020 rispetto a marzo 2019), per effetto della rilevante diminuzione delle emissioni dal settore trasporti. Per quanto riguarda invece l’emissione di PM10 primario, che ha come fonte principale la combustione della biomassa, l’effetto del lockdown è stato trascurabile (+0.5% mediamente a marzo 2020 rispetto a marzo 2019)”.
In conclusione:
“Occorre ricordare che i settori emissivi che maggiormente influenzano le concentrazioni atmosferiche del PM10 sono: la combustione della biomassa (che contribuisce al particolato primario), il comparto agricolo-zootecnico (che contribuisce alla formazione di particolato secondario per l’emissione del gas precursore ammoniaca), e il settore trasporti (che contribuisce alla formazione di particolato secondario per l’emissione degli ossidi di azoto NOx). Nel documento viene analizzato anche il potenziale effetto della riduzione delle emissioni di NOx sulla formazione di particolato secondario. Per stimare, a scala regionale, l’effetto che le riduzioni emissive durante il periodo di emergenza sanitaria possono aver comportato sulle concentrazioni massime giornaliere di NO2 e sulle medie giornaliere di PM10 si è utilizzata la catena modellistica SPIAIR. Il modello stima, in particolare nel periodo tra l’8 e il 14 marzo, caratterizzato da condizioni di stabilità atmosferica, una consistente riduzione delle concentrazioni di NO2, mentre una limitata ma comunque significativa riduzione delle concentrazioni di PM10, legata soprattutto alla componente secondaria del particolato. L’effetto della riduzione delle emissioni del settore trasporti, incide quindi anche sulla formazione di particolato secondario. La valutazione presentata in questo documento sarà ulteriormente approfondita dalle analisi congiunte a livello di Bacino Padano che verranno presentate dalle ARPA che partecipano al progetto PREPAIR. La situazione generata dall’emergenza COVID-19 ha rappresentato un evento unico, che permetterà di approfondire lo studio della qualità dell’aria e potrà fornire utili elementi per valutare e rivedere i provvedimenti, a breve e medio termine, che vengono adottati dalle Autorità ai fini della riduzione dell’inquinamento atmosferico”.

L C

Fonti: https://primadituttoverona.it/rubriche/topnewsregionali/qualita-dellaria-in-veneto-durante-il-lockdown-ecco-i-risultati-di-arpav/

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