Covid-19: informazioni e chiarimenti su come comportarsi col nuovo dpcm a Verona e dintorni

Da venerdì 6 novembre sono in vigore le nuove limitazioni e misure per il contenimento dell’emergenza Covid-19, messe in atto dall’ultimo Decreto del presidente del Consiglio dei ministri. Quindi Verona, come d’altronde il resto del Veneto, è per adesso in fascia gialla, cioè a rischio moderato. Il che significa minori restrizioni rispetto ai territori collocati in fascia arancione e rossa.
A partire da venerdì sera bisognerà rispettare il “coprifuoco” dalle ore 22 alle 5 del mattino seguente: sono consentiti gli spostamenti solo per comprovate esigenze di lavoro, situazioni di necessità o motivi di salute. Dunque si rende necessaria l’autocertificazione per uscire dopo le dieci di sera.
A tal proposito facciamo due ipotesi antitetiche per comprendere bene cosa significhi “coprifuoco” nei termini in cui è posto nel Dpcm:
Mi trovo a cena nella casa del mio fidanzato o fidanzata, ci salutiamo alle ore 21.50 ma per raggiungere la mia abitazione impiego 30 minuti. Vengo sottoposto/a ad un controllo delle forze dell’ordine alle ore 22.15, cioè successivamente l’inizio del “coprifuoco”, in questo caso sarei passibile di multa poiché non sussisterebbe nessuna delle tre opzioni in deroga al divieto. Infatti nel Dpcm non è prevista alcuna dicitura del tipo «è sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione» (cosa che invece l’ordinanza della Regione Lombardia di qualche settimana fa aveva fatto nell’istituire il coprifuoco dalle 23). Da venerdì sera quindi se siete a cena in una casa ma dovete rientrare poi nella vostra, calcolate bene i tempi e fate in modo di essere rientrati a casa prima delle 22.
Altro discorso è se invece vi trovate fuori per «comprovate esigenze lavorative», oppure per «situazioni di necessità» ed andate lunghi nei tempi (tralasciamo i «motivi di salute» che sono intuitivi). Facciamo due esempi connessi: bar e ristoranti possono fare vendita d’asporto fino alle ore 22 (e servizio a domicilio senza restrizioni), ma evidententemente un pizzaiolo che finisca il turno alle ore 22 dopo l’ultima pizza d’asporto rientrerà a casa oltre l’orario d’inizio del coprifuoco. Se venisse fermato per un controllo non rischia alcunché, poiché gli basterà compilare l’autocertificazione segnando «comprovate esigenze lavorative». Ma state attenti, stesso discorso vale allo stesso modo per i clienti: se vado a prendere una pizza d’asporto alle ore 21.50, hanno il diritto di farlo (ed anche il pizzaiolo ha il diritto di fatturare) fino alle ore 22, perciò se rientrando verso casa mia che dista 20 minuti dalla pizzeria vengo fermato oltre l’orario d’inizio del coprifuoco, non sono passibile di multa poiché mi basterà compilare l’autocertificazione barrando la casella «situazione di necessità» (e magari mostrare lo scontrino o i cartoni della pizza!). Infatti recarsi in un esercizio commerciale aperto legittimamente per compiere un acquisto costituisce sempre una «situazione di necessità» che, come tale, motiva adeguatamente uno spostamento ai sensi del Dpcm.
Per tutte le altre ore del giorno, cioè tra le 5 del mattino e le 22 della sera, il Dpcm comunque «raccomanda fortemente» di non spostarsi «con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, per motivi di salute, di studio, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi». Come già chiarito in una circolare ai prefetti del Capo di Gabinetto del ministero dell’Interno, va ricordato che le «forti raccomandazioni» contenute nei Dpcm qualora siano disattese, non comportano l’irrogazione di sanzioni. Si tratta cioè di esortazioni che è bene tenere in considerazione, ma non si rischiano multe.
In merito agli spostamenti tra diversi Comuni e Regioni, abbiamo affrontato qui nella sua complessità il tema, non ancora del tutto cristallino (si attende una nuova circolare ai prefetti). Possiamo riassumere come segue le varie opzioni:
-Spostamento da Regione gialla a Regione gialla: è sempre consentito senza autocertificazione tra le ore 5 e le 22, quando invece scatta il “coprifuoco” è consentito solo per «comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità e motivi di salute». Resta la «forte raccomandazione» ad evitare spostamenti anche durante il giorno tra le 5 e le 22, «salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi». Stesso discorso vale per differenti Comuni interni ad una Regione gialla.
Spostamento da Regione gialla a Regione gialla attraversando una Regione arancione o rossa: il Dpcm prevede che il «transito sui territori» identificati come zone arancioni o rosse «è consentito qualora necessario a raggiungere ulteriori territori non soggetti a restrizioni negli spostamenti o nei casi in cui gli spostamenti sono consentiti ai sensi del presente decreto». Se dal Veneto (Regione gialla) volete raggiungere la Liguria (Regione gialla) potete «transitare» (non fermarvi) dalla Lombardia (Regione rossa). L’ambiguità del caso sta nell’eventualità di un controllo in Lombardia se debba essere o meno fornita l’autocertificazione, ma essendo consentito lo spostamento senza motivazione da zona gialla a zona gialla (tra le ore 5 e le 22 ovviamente) non dovrebbe essere richiesta.
Spostamenti da una Regione gialla a una Regione rossa (o viceversa): è la casistica che ancora desta più problemi interpretativi, poiché non vi è corrispondenza tra quanto indicato nel Dpcm all’Art. 3 comma 4 lettera a) e ciò che il premier Conte ha spiegato in conferenza stampa, oltre che quanto viene scritto nell’infografica pubblicata sul sito del Governo dedicata alla “zona rossa”. Nel Dpcm si legge: «È vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori di cui al comma 1, nonché all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute». L’infografica sul sito del Governo invece riporta questa dicitura: «È vietato ogni spostamento, anche all’interno del proprio Comune, in qualsiasi orario, salvo che per motivi di lavoro, necessità e salute; vietati gli spostamenti da una Regione all’altra e da un Comune all’altro». Se fosse vero quest’ultimo periodo, cioè il divieto senza deroghe di spostarsi tra Comuni e «da una Regione all’altra» qualora una di queste sia una “zona rossa”, vorrebbe dire che un medico o un infermiere residenti a Sirmione (Lombardia zona rossa) non potrebbero più andare a lavorare alla clinica Pederzoli di Peschiera del Garda (Veneto zona gialla), venendo meno alla possibilità di far valere le «comprovate esigenze lavorative». La cosa sembrerebbe alquanto assurda in una fase di pressione sugli ospedali, ma varrebbe anche per qualunque altra tipologia di lavoro. A nostro avviso dal Dpcm si evince invece che lo spostamento da una Regione gialla ad una Regione arancione o una Regione rossa (e viceversa) è vietato, «salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute». Dunque un pendolare che abiti in una zona gialla (Veneto), ma lavori in una Regione rossa (Lombardia), o viceversa, può legittimamente continuare a spostarsi.
Grafica governo spostamenti zona rossa
Di seguito elenchiamo le principali novità contenute nel nuovo Dpcm, ad eccezione delle ben note regole sul distanziamento interpersonale (almeno un metro e due quando si fa attività motoria), oltre all’uso obbligatorio della mascherina in presenza di persone non conviventi.
Rimane ancora in vigore la chiusura di bar, ristoranti e locali alle ore 18 con la possibilità di fare servizio di consegna a domicilio che è «sempre consentito»(!), mentre la vendita d’asporto (con divieto di consumo nelle vicinanze) è possibile fino alle ore 22. Resta anche il limite massimo di 4 persone sedute allo stesso tavolo (salvo siano persone conviventi) durante il servizio nei locali tra le ore 5 e le 18.
Altra novità è la chiusura dei centri commerciali il sabato e la domenica, ad accezione di farmacie, parafarmacie, tabaccherie, negozi di alimentari ed edicole situate al loro interno.
Chiuse anche mostre e musei e altri luoghi di cultura.
Introdotta la didattica a distanza al 100% per le classi delle superiori, fatta eccezione per i laboratori.
Il trasporto pubblico viene ridotto fino al 50% della capienza massima dei mezzi (prima era dell’80 per cento).
Gli alunni delle scuole medie, elementari e dell’infanzia possono proseguire in presenza, ma con uso obbligatorio di mascherina (tranne al di sotto dei 6 anni o nei casi di incompatibilità con l’uso della mascherina).
Attività formative e curriculari a distanza anche per le università, ma «possono svolgersi in presenza le sole attività formative e curricolari degli insegnamenti relativi al primo anno dei corsi di studio nonché quelle dei laboratori».
Stop a concorsi pubblici e a esami di abilitazione, tranne quelli per personale medico e protezione civile.
Chiuse le sale gioco, bingo, scommesse e slot machine anche all’interno dei bar.
Ai sindaci, viene data la possibilità di chiudere piazze, vie o aree della città, qualora fosse necessario per evitare assembramenti, durante tutto l’arco della giornata e non più solo dopo le 21 come previsto dal precedente Dpcm.
Per quanto riguarda le attività sportive è stato specificato che restano consentite solamente le competizioni nazionali e internazionali. Così come l’attività motoria individuale, ad esempio la corsa, purchè si rispetti la distanza di sicurezza. Continueranno anche le discipline non di contatto nei circoli e centri sportivi all’aperto. Tutto il resto viene momentaneamente sospeso.
Invece resta ancora da sciogliere il nodo mercati. Il sindaco ha chiesto, tramite il Prefetto e le associazioni di categoria Confesercenti e Confcommercio, di avere quanto prima dal Governo un’interpretazione in merito sull’andamento appunto dei mercati. A tal punto è stato fornito da parte della Regione Veneto un “chiarimento” sia su questo tema che su quello delle chiusure di bar e parrucchieri durante il weekend all’interno dei centri commerciali. Potete trovare qui la trattazione del tema, ma la sostanza è che ad oggi parrebbe possibile fare sia i mercati nel fine settimana, sia mantenere aperti i bar e i parrucchieri nel weekend all’interno dei centri commerciali (salvo, ovviamente, ulteriori novità interpretative dal ministero).
Mercati: «Nessun divieto». Centri commerciali, Regione: «Bar, parrucchieri aperti il weekend»
Controlli e consigli, Sboarina: «Serve responsabilità per non finire in fascia arancione»
Aumenteranno anche i controlli da parte di tutte le forze dell’ordine. Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica si riunisce oggi per valutare le modalità di presidio del territorio, in maniera dinamica. Un modo per sensibilizzare e spronare i cittadini ad osservare le prescrizioni. «Adesso più che mai servono responsabilità e buon senso, non molliamo ora. – ha detto il sindaco di Verona Federico Sboarina – Siamo stati inseriti nella zona gialla, possiamo tirare un respiro di sollievo, ma ci vuole poco passare a quella arancione. Dobbiamo impegnarci tutti perché questo non avvenga. Nessuno vuole che l’emergenza sanitaria si aggravi e scattino nuove limitazioni. Dobbiamo essere rispettosi e attenti alle norme e ai protocolli per far sì che non avvenga il peggio. Oggi, rispetto alla scorsa primavera, abbiamo un motivo in più per rispettare le regole e cioè tenerci stretta la libertà garantita dalla fascia gialla. Questo significa – ha sottolineato il sindaco Sboarina – anche aiutare il settore della ristorazione che almeno resta aperto fino alle 18 e non è costretto a chiudere tutto il giorno. Dobbiamo fare tutto il possibile, ognuno deve fare la propria parte. Cerchiamo di indossare sempre la mascherina quando incontriamo persone che non sono conviventi, e stiamo attenti anche in casa, è qui che si formano i focolai. Dobbiamo ridurre al massimo i contatti, questa è l’arma più potente che ognuno di noi ha a disposizione per combattere il virus e uscire il prima possibile da questa battaglia».
Il sindaco di Verona Federico Sboarina ha infine commentato: «Allo stesso tempo dico al Governo che, in un periodo di grande difficoltà economica e sanitaria come quello attuale, servono tante cose meno l’incertezza. Ieri abbiamo assistito ad uno spettacolo impietoso, nessuno fino all’ultimo secondo sapeva se da oggi le attività avrebbero potuto aprire o meno. Una situazione inaccettabile e irrispettosa, soprattutto dei nostri commercianti, esercenti e famiglie. Oggi finalmente le limitazioni che scatteranno domani sono note, a parte il nodo mercati che speriamo di sciogliere quanto prima, valuteremo con il Cosp il potenziamento dei controlli su tutto il territorio. Verifiche che verranno fatte in maniera dinamica come succedeva durante il lockdown. È un momento cruciale, – ha dunque concluso il sindaco Sboarina – dai prossimi giorni dipendono le settimane avvenire, non possiamo permetterci di sbagliare adesso. I veronesi si sono dimostrati rispettosi delle regole, dobbiamo continuare così».

L C

Fonti: https://www.veronasera.it/cronaca/dpcm-coprifuoco-spostamenti-divieti-verona-veneto-gialla-6-novembre-2020.html

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