Il liceo E. Medi pronto ad ampliamenti con nuove aule e soluzioni per la ripartenza.

Il liceo Enrico Medi è l’istituto più importante del Polo scolastico di Villafranca di Verona e ormai da anni ha la necessità di nuovi spazi. Questo problema è diventato sempre più evidente con l’effetto Coronavirus che, in prima battuta, ha obbligato il Comune di Villafranca a togliere al liceo le cinque aule alle Cavalchini Moro in via Marconi ricavate l’anno scorso, restituendole alla scuola media dell’obbligo.
«La Provincia si è attivata con soluzioni alternative – sottolinea il dirigente scolastico del liceo E. Medi Marco Squarzoni – e dovremmo avere le nuove aule nella struttura di via Ospedale dove c’è anche l’agraria Stefani Bentegodi. Ma, purtroppo, questo avverrà solo ad anno iniziato. Speriamo che facciano il prima possibile Quindi dovremmo partire con una sorta di rotazione delle classi con didattica a distanza per quelle del triennio».
Un’altra alternativa era quella di trasferire alcune classi nella struttura dell’ospedale di Valeggio, dove dovrebbe invece finire una parte del Bolisani. «Per noi era una strada impercorribile vista la centralità dell’Istituto con studenti che convergono dappertutto su Villafranca – continua Squarzoni -. Avrebbero dovuto venire a Villafranca e poi andare a Valeggio. Poi potrebbero esserci delle aule con moduli mobili. Del resto eravamo già compressi avendo utilizzato tutti gli spazi. Per quanto riguarda gli insegnanti ci sono ancora posti scoperti da coprire con supplenti, come tutti gli anni. Aspettiamo le nomine. Ho invece richiesto del personale ausiliario in più». Rimane aperta l’incognita dei trasporti. «L’Atv ha comunicato che i bus saranno quelli dell’anno scorso. Se non potranno riempirsi sarà un problema arrivare per tutti. Da noi non serve non serve differenziare l’orario perché problemi di ingressi non ne abbiamo. Sarebbe stato anzi controproducente».
Una scuola che amplifica sui ragazzi un grande richiamo. Così i numeri sono in aumento esponenziale. Da 47 classi si è passati alle 50 di quest’anno con 1263 studenti distribuiti tra scientifico, scienze applicate, linguistico, scienze umane (con variante economico sociale) e classico. «Abbiamo purtroppo dovuto rifiutare iscrizioni allo scientifico e anche alle scienze umane» conclude infine Squarzoni.

L C

Fonti: http://www.targetnotizie.it/articolo.php?id=7596

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