A Borgo Trento quarta neonata affetta dal citrobacter: denunce contro ignoti dai genitori dei bimbi infettati

Purtroppo si è spenta la quarta vittima affetta dal citrobacter all’ospedale di Borgo Trento, una bambina che ha potuto vivere solo 165 giorni. Il suo destino era già segnato e lo si sapeva da settimane, ma non si conosceva il giorno esatto in cui si sarebbe spenta, anche se quel giorno sarebbe arrivato presto, anzi, troppo presto. Nata il 4 marzo all’ospedale Pederzoli di Peschiera del Garda, la piccola bambina si è spenta il 16 agosto, domenica scorsa. I genitori l’hanno potuta accompagnare in questo tragico passaggio, colmi di un dolore leggibile in una lettera pubblicata sul quotidiano L’Arena.
È la madre della piccola a firmare il messaggio rivolto a tutti coloro, dottori e infermieri, che lavoravano alla terapia intensiva neonatale del principale ospedale di Verona. Quell’ospedale in cui da mesi non si nasce più perché due commissioni stanno indagando su ciò che è accaduto al suo interno. All’interno di una struttura ospedaliera che era il punto di riferimento di un intero territorio e che ora sembra quasi una scena del crimine. Il colpevole è noto: si chiama citrobacter koseri, un batterio che alcuni neonati hanno contratto proprio nella terapia intensiva neonatale. Quattro di loro sono morti, altri avranno disabilità permanenti, mentre i più fortunati non hanno avuto alcuna conseguenza. Un batterio, però, non si può né indagare né processare. Un ospedale, sì. Ed è per questo che sono stati presentati già tre esposti nella procura di Verona.
A presentare denunce contro ignoti sono stati i genitori dei bimbi infettati dal citrobacter. Genitori come il padre e la madre della bimba morta domenica scorsa, i quali chiedono verità approfondita e giustizia. Vogliono sapere perché, nonostante dal 2018 si fossero ripetuti alcuni casi di infezione, l’ospedale di Borgo Trento abbia continuato a ricoverare neonati che avevano bisogno di cure intensive e che erano venuti al mondo anche in altri ospedali della provincia. Neonati che proprio a Borgo Trento sono entrati in contatto con il batterio che poi li ha uccisi. Padri e madri che vogliono sapere perché l’azienda ospedaliera non li abbia informati del rischio che i loro piccoli potevano correre e che hanno saputo della presenza del citrobacter quando ormai era troppo tardi.
Su tutto questo indagano commissioni e Procura. Un’indagine di cui ancora non si intravede la fine e quindi ancora non è ipotizzabile una data di riapertura del principale punto nascita della provincia scaligera di Verona.

LC

Fonti: https://www.veronasera.it/cronaca/citrobacter-borgo-trento-quarta-bimba-morta-18-agosto-2020.html

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