Covid-19: in Veneto proseguono le vaccinazioni e invito a prenotarsi per gli over-60.

Per prevenire il più possibile la pandemia Covid-19 parte dalla regione Veneto l’invito alla fascia d’età over 60 di prenotarsi subito per la vaccinazione anti-Covid. «In questo modo – commenta il Presidente della regione Veneto Luca Zaia – potremo aprire prima la fascia over 50. Se la precedenza alle fasce più alte è una forma di attenzione per le categorie più a rischio, è altrettanto vero che non bisogna sprecare tempo per avere altrettanto rispetto per chi viene dopo in ordine di tempo».
Sul fronte delle vaccinazioni la Giunta regionale veneta, con una delibera proposta dall’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin, ha quindi recepito l’Accordo Quadro fra Governo, Regioni e Province Autonome, Federfarma e Assofarm per la somministrazione di vaccini anti-Covid presso le farmacie pubbliche e private convenzionate che hanno reso noto la loro disponibilità ad aderire al programma di vaccinazione con una prima partecipazione di circa il 60%. Con lo stesso atto è stato leggermente modificato il Protocollo per l’effettuazione in farmacia dei test antigenici, riformulando il costo per il cittadino in 22 euro invece che 26.
Le attività di somministrazione dei vaccini, ai sensi dell’Accordo nazionale, andranno eseguite secondo programmi di individuazione della popolazione target come definita dalle Autorità sanitarie competenti e criteri di priorità, con esclusione dei soggetti estremamente vulnerabili o con anamnesi positiva per pregressa reazione allergica grave/anafilattica.
«Dopo l’impegno dei medici di medicina generale, l’ingresso di altri professionisti all’interno dei centri vaccinali, e l’attivazione delle vaccinazioni in azienda – spiega Manuela Lanzarin – siamo di fronte a una nuova occasione per velocizzare ulteriormente le operazioni di vaccinazione. Per questo ringrazio le Associazioni di Categoria, con le quali abbiamo lavorato nel comune interesse di dare un ulteriore servizio ai cittadini».
L’Accordo Quadro nazionale stabilisce una remunerazione di 6 euro per l’atto professionale del farmacista riferito al singolo inoculo e demanda alle Province Autonome e Regioni il riconoscimento a favore delle farmacie di eventuali ulteriori oneri relativi a funzioni organizzative, dispositivi di protezione, materiale di consumo etc. Con riferimento agli ulteriori oneri, in considerazione delle operazioni in carico al personale della farmacia oltre anche delle misure di sicurezza da rispettare per l’esecuzione delle sedute vaccinali nonché per l’allestimento della logistica, è stata inoltrata la corresponsione, di una cifra aggiuntiva di 4,50 euro per singolo inoculo e di un compenso forfettario di 200 euro da erogare alla farmacia a seguito dell’effettuazione di almeno 200 vaccinazioni.
Attualmente, alla luce delle risorse statali che saranno ripartite per la Regione Veneto, con un importo stimabile pressoché intorno ai 4 milioni di euro, e in considerazione dei corrispettivi da riconoscere alle farmacie aderenti alla campagna vaccinale, la Regione prevede di poter dare copertura alle spese corrispondenti circa a 381.000 inoculi di vaccino.
La Giunta regionale ha inoltre approvato un modello organizzato per la presa in carico dei malati Covid-19 post acuti, istituendo una specifica “Piattaforma per la presa in carico riabilitativa e per l’erogazione di interventi di Teleriabilitazione” e un Centro Regionale per le Tecnologie della Teleriabilitazione e il Termalismo (CERTTT), che sarà posizionato presso l’Azienda Ospedaliera di Padova. In un prima fase, il modello sarà sperimentato nel contesto territoriale dell’Ulss 6 Euganea e dell’Azienda Ospedaliera, per poi essere diramato a tutto il Veneto. Infatti è stato riscontrato che l’80% di tutti i pazienti positivizzati, di qualsiasi forma di gravità, presenta, nel medio e lungo termine, almeno uno tra 55 diversi sintomi, segni e parametri clinici alterati che impattano sulla vita quotidiana. Si tratta, principalmente, di affaticamento (58%), disordini dell’attenzione (27%), cefalea (44%), dispnea da sforzo (24%). Inoltre il quadro è complicato da sintomi neuropsichiatrici/neuropsicologici che influiscono sull’integrazione sociale, sulla partecipazione a una vita attiva e sul reinserimento lavorativo.

L C

Fonti: http://www.targetnotizie.it/articolo.php?id=8044

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