Covid-19: micro “zone rosse” capillari o stretta mirata ai weekend?

Nel giornata di mercoledì 17 febbraio, in cui il nuovo premier Mario Draghi ha effettuato il discorso al parlamento, tornano di grande attualità le strategie nel contrasto alla pandemia Covid-19. Infatti è innegabile che la primissima azione del nuovo governo, successivamente alla chiusura last minute degli impianti sciistici che ha creato parecchio malcontento, sarà ancora una volta diretta verso il contenimento del contagio. Quale sarà allora la strategia di Draghi? Resteranno le varie suddivisioni in zone di rischio? Al momento tutto lascia presumere che le aree di rischio resteranno senza dubbio fino al 5 marzo, data di scadenza dell’attuale Dpcm in corso, ma pertanto si fanno sempre più diffuse nel Paese micro “zone rosse” a livello provinciale o persino comunale. Infatti martedì 16 febbraio quattro Comuni della regione Lombardia sono stati definiti “zona rossa” da un’ordinanza del presidente della Regione, e quella delle chiusure chirurgiche potrebbe essere parte integrante della nuova strategia di governo.
Tuttavia il primo dubbio riguarda prima di tutto lo strumento normativo che il premier Draghi sceglierà di adottare per la gestione della pandemia coronavirus. Si proseguirà con i vari Dpcm? Può darsi. A tal merito, non è da escludere che alla data di scadenza del Dpcm 14 gennaio 2021, quest’ultimo venga sostituito da un altro decreto-legge approvato dal Consiglio dei ministri ed impiegando sempre il potere d’ordinanza della Protezione civile. Restano poi da capire quali saranno i contenuti: difficile ipotizzare adesso una qualche forma di riapertura anche dopo il 5 marzo, dai cinema alle palestre tutti i discorsi sembrano al momento congelati a fronte delle richieste esplicite da parte del Comitato tecnico scientifico di inasprire dappertutto in Italia le restrizioni per fronteggiare la diffusione della variante inglese ed altre varianti del virus Covid-19.
Difficile in ogni modo ad ora sembra essere che si giunga, come pure diversi scienziati auspicherebbero, ad un reale nuovo lockdown nazionale come si verificò nel corso della prima ondata. Al contrario, ciò che parrebbe essere all’orizzonte sono appunto chiusure sempre più capillari e, tuttavia, alcune indiscrezioni riferiscono anche della possibilità che si operi una stretta mirata ai weekend, eventualmente istituendo la “zona rossa” in tutta Italia ma solo nei weekend. Un’idea che parrebbe però essere propria del governo “Conte due”, più che rappresentare una vera e propria novità.
In ogni caso, le prime vere innovazioni, come sempre, potrebbero giungere il prossimo fine settimana dopo il monitoraggio della Cabina di regia previsto venerdì. Per ora si trovano in zona arancione Abruzzo, Liguria, Toscana, Provincia Autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento ed Umbria, mentre non risultano esservi alcuna Regione in zona rossa. Dal prossimo fine settimana, secondo prima di tutto il trend dell’indice Rt, le Regioni che parrebbero essere più a rischio di passare dalla zona gialla a quella arancione sono Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Marche e Piemonte.

L C

Fonti: https://www.veronasera.it/cronaca/lockdown-weekend-zona-arancione-governo-dpcm-decreto-17-febbraio-2021.html

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