Covid-19: pericolo nuovo lockdown?

Purtroppo la pandemia Covid-19 si sta catapultando nuovamente verso il peggioramento. Dato il nuovo record di casi negativo (oltre i 31 mila) e morti (ben 199) registrato venerdì 30 ottobre, a livello nazionale parrebbe aver nuovamente accelerato i tempi nelle prossime decisioni del governo. Se inizialmente il premier Giuseppe Conte dopo aver firmato l’ultimo Dpcm, il terzo in un paio di settimane, pareva intenzionato ad attendere fino al 9 novembre prossimo per valutare eventuali nuovi provvedimenti, ora la musica sembrerebbe essere sistematicamente evoluta in peggio. E a cambiare potrebbero essere così ancora le regole di questo che assomiglia sempre più ad un bruttissimo “gioco al massacro” dove sul tavolo vi sono, entrambe da difendere e proteggere, tanto la salute pubblica quanto l’economia del Paese.
Si è quasi entrati nel weekend e come tutti ormai hanno imparato ogni “maledetta domenica” potrebbe essere foriera in ballo di cambiamenti. Condizionale d’obbligo naturalmente, ma ormai parrebbe certo che se anche un nuovo Dpcm non dovesse arrivare domenica, a quel punto le cose potrebbero cambiare già a metà della settimana prossima, in particolare la data ventilata come la più probabile è quella di mercoledì 4 novembre quanto Conte è atteso in parlamento per fare il punto sulla situazione d’allerta Coronavirus. Nel frattempo Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, ha evocato lo spettro dello «scenario quattro» come ormai prossimo per molte zone d’Italia. Di fatto si tratta dell’incapacità da parte del Sistema sanitario nazionale di reggere l’onda d’urto di ricoveri che si rendano necessari a causa del virus. La situazione per regioni come Lombardia, Campania, Val d’Aosta, Liguria e Lazio, non sarebbe così lontana dal realizzarsi. Di qui dunque l’impellenza che oggi il governo sente e che con ogni probabilità porterà a nuovi provvedimenti, ma quali?
La proposta ipotizzata dall’Ispi parebbe quella dell’isolamento selettivo delle persone anziane per evitare il lockdown totale in Italia.
Non è naturalmente semplice capire quali potrebbero essere le nuove strategie che il governo nazionale sceglierà di adottare, a fronte come detto di una doppia esigenza: tutelare la salute pubblica ed evitare il collasso del Sistema sanitario nazionale, ma anche non affossare l’economia del Paese e dunque evitare il blocco totale di imprese, negozi ed esercizi commerciali non ritenuti essenziali come avvenne nel precedente lockdown di marzo. Sul tavolo vi sarebbero dunque al momento due ipotesi principali, una senz’altro molto simile al precedente lockdown in Italia, un’altra invece meno generalizzata e più selettiva nell’andare a coinvolgere con provvedimenti più restrittivi alcune aree specifiche del Paese ad oggi particolarmente delicate.
Nell’ipotesi di lockdown generalizzato, la soluzione più drastica in sostanza, dovrebbero restare aperte fabbriche e negozi che vendono generi di prima necessità, mentre per quel che riguarda le scuole resterebbero in funzione solo le materne ed elementari. Oltre a ciò tornerebbero restrizioni e divieti sugli spostamenti che potranno essere giustificati solo per le ormai famose “comprovate esigenze lavorative”, “situazioni di necessità o salute” e “situazioni d’urgenza”. Su quest’ultimo esempio, fatto salvo il ripristino dell’autocertificazione, resterebbe però da chiarire se le limitazioni saranno a livello regionale, provinciale oppure comunale.
Un altra ipotesi è quella di un lockdown soft, o light, insomma meno drastico sulla vita di tutti i giorni ma soprattutto mirato in alcuni territori, dovrebbe prevedere appunto delle chiusure localizzate geograficamente e perciò circoscritte, eventualmente a delle Regioni, o addirittura a dei Comuni particolarmente in difficoltà. Verrebbe valutato maggiormente il cosiddetto smart working, o lavoro agile da casa sia per i dipendenti pubblici che privati, ma potrebbero ugualmente essere imposti dei vincoli e divieti agli spostamenti delle persone, anche in questo caso da capire se a livello interregionale a tra Comuni. In fin dei conti è assai probabile anche per questo metodo di lockdown soft il ripristino dello strumento dell’autocertificazione. Sulla scuola sarebbe pressoché certa l’estensione della DAD ai vari istituti in tutta Italia, per quanto qui la partita è tutta interna al governo con le molte resistenze a fare passi indietro sul tema da parte del ministro dell’Istruzione Azzolina. Dal punto di vista delle attività produttive e commerciali, in modo non troppo dissimile dalla prima ipotesi, resterebbero garantite quelle ritenute essenziali, ma è naturalmente la parte più delicata sulla quale ogni previsione rischia di rivelarsi ad oggi un azzardo.
Infine è da notare il Lockdown di Halloween imposto dal sindaco di Torri del Benaco, che vieta di ricevere a casa persone non conviventi.

L C

Fonti: https://www.veronasera.it/cronaca/nuovo-dpcm-ipotesi-lockdown-conte-governo-31-ottobre-2020.html

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