Covid-19: secondo Zaia il Veneto resterà zona gialla.

"In queste ore, all'esterno dei Pronto Soccorso di vari ospedali, stiamo allestendo delle tende specificamente attrezzate che possono essere estremamente utili per molte necessità. Siamo sul pezzo. Già adesso disponiamo di strutture come queste per un totale di 900 posti, che mettiamo in campo, prevedendo anche il peggio, per fungere da polmone di sfogo in caso di arrivo di molti pazienti". Lo dice il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia. ANSA

In questa situazione molto delicata di emergenza Covid-19, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia è convinto che il Veneto resterà zona gialla e afferma: «I nostri indicatori ci lasciano sperare in un buon esito della classificazione. La situazione è sotto controllo».
«Questi sono giorni cruciali perché venerdì arriverà la sentenza, ma i nostri indicatori ci lasciano sperare in un buon esito della classificazione. La situazione è sotto controllo. I tassi di occupazione delle terapie intensive sono tra i più bassi in Italia. Abbiamo, sì, focolai, ma siamo una regione grande. Abbiamo tanti contagiati perché facciamo tanti tamponi. E quindi il mio unico appello ai cittadini è che rispettino le regole». Queste le dichiarazioni del presidente del Veneto Luca Zaia rilasciate il 19 novembre, nel consueto appuntamento di informazione sull’andamento della pandemia Coronavirus in regione. Le parole di Zaia si dirigono al punto che il giorno successivo, 20 novembre, il Governo comunicherà se sono necessari cambiamenti nei vari territori e quindi se alcune regioni cambieranno colore in base al rischio di diffusione del virus. Al cambiamento di colori, come è ormai noto, sono associate delle restrizioni che si fanno sempre più rigide. In questo momento, il Veneto è tra le regioni gialle, quelle con le limitazioni minori. Dunque non ci sarebbero rischi che la regione diventi arancione o rossa.
Ma anche se sarà confermato in zona gialla, il Veneto sente comunque la pressione dei pazienti Covid negli ospedali veneti. Rispetto alla primavera scorsa, le terapie intensive sono meno in difficoltà, ma sono tanti i positivi al virus presenti negli altri reparti. «C’è tensione per i ricoveri – ha confermato Zaia – La vera pressione ospedaliera ce l’abbiamo in area non critica, dove i pazienti Covid sono problematici ed hanno bisogno di cure e assistenza continue. E nelle terapie intensive si sente lo stesso pressione, perché oltre ai pazienti Covid ci sono tutti quei pazienti politraumatizzati che a marzo non avevamo per via del lockdown».
La dottoressa Francesca Russo, che dirige tutta l’area della prevenzione della sanità veneta, in conclusione, ha fornito un’aggiornamento sui vaccini. «Tra la fine di quest’anno e l’inizio dell’anno prossimo potrebbero esserci i primi vaccini anti-Covid, ma non sappiamo ancora quanti ne avremo – ha dichiarato la dottoressa Russo – Abbiamo comunque fatto partire delle rilevazioni per conoscere quanti ne potremmo conservare. Inoltre la protezione civile ha richiesto di conoscere l’esatta quantità del personale sanitario. La macchina organizzativa è dunque partita. Per quel che riguarda il vaccino anti-influenzale ci sono problemi in varie regioni, non solo in Veneto. Ci sono difficoltà di approvvigionamento del vaccino perché c’è stata una richiesta superiore alle disponibilità. Abbiamo richiesto al Ministero della salute altre 50mila dosi da somministrare soprattutto nella fascia di età pediatrica».

L C

Fonti: https://www.veronasera.it/video/coronavirus-covid-19-zaia-veneto-19-novembre-2020.html

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