Covid-19: ultime indicazioni di Zaia.

Il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia il 10 dicembre ha sottoscritto la nuova ordinanza regionale ed il provvedimento è stato illustrato ufficialmente sul bollettino della Regione. Le nuove regole saranno in atto a partire da sabato 12 dicembre e rimarranno in vigore fino al prossimo 15 gennaio 2021 (quando finirà anche il Dpcm). Nella nuova ordinanza regionale firmata da Zaia si leggono vari provvedimenti restrittivi rispetto a quanto previsto dalle disposizioni nazionali, tanto da giustificare in pieno l’espressione “zona gialla plus” coniata dallo stesso Zaia in ottemperanza al Veneto.
Torna la “zona gialla plus”: l’ordinanza del presidente Zaia è molto rigorosa su mascherine, bar e passeggiate.
Infatti è evidente il nuovo tentativo non solo di contenere il diffondersi del contagio, ma anche di evitare con queste ulteriori restrizioni, imposte autonomamente dal governatore Zaia, quelle che invece prevederebbe un eventuale cambio di fascia di rischio da zona gialla a zona arancione. Vediamo ora nel dettaglio quanto decretato dall’ordinanza regionale del presidente del Veneto Luca Zaia.
A riguardo sull’uso della mascherina, se il Dpcm obbliga ad averla sempre con sé ma ad indossarla solo quando non sia necessario mantenere continuativamente la «condizione di isolamento» da altre persone non conviventi in luoghi diversi dalle abitazioni private, l’ordinanza di Zaia è a tal punto molto più rigida:
«Al di fuori dell’abitazione, è obbligatorio l’uso corretto della mascherina a copertura di naso e bocca, ad eccezione dei bambini di età inferiore a sei anni, dei soggetti che stanno svolgendo attività sportiva e dei soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, nonché per coloro che per interagire con i predetti versino nella stessa incompatibilità».
Oltre a questo l’ordinanza regionale puntualizza sull’«abbassamento della mascherina» può eventualmente solo essere «momentaneo» qualora, tipo nei locali della ristorazione, si debbano consumare alimenti o bevande, ma anche nel caso si voglia fumare:
«Nel caso di momentaneo abbassamento della mascherina per la regolare consumazione di cibo o bevande o per la pratica del fumo, dovrà in ogni caso essere assicurata una distanza interpersonale minima di un metro, salvo quanto disposto da specifiche previsioni maggiormente restrittive. Resta altresì obbligatorio l’utilizzo della mascherina sui mezzi privati se presenti a bordo persone tra loro non conviventi».
In merito all’attività motoria e sportiva, includendo anche le passeggiate che per la normativa nazionale sarebbero ammesse dappertutto in tutta l’area gialla tra le ore 5 e le 22 (perciò non in orario di “coprifuoco”), l’ultima ordinanza regionale impone una nuova stretta vincolante contro gli assembramenti nei centri cittadini, delle aree turistiche e quelle «solitamente affollate», tranne però che per quelle persone che sono residenti in queste aree o che vi dimorano.
«L’attività sportiva o motoria e le passeggiate all’aperto sono effettuate presso parchi pubblici, aree verdi, rurali e periferiche purché comunque nel rispetto della distanza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività e in ogni caso al di fuori delle strade, piazze del centro storico della città, delle località turistiche (mare, montagna, laghi) e delle altre aree solitamente affollate, tranne che per i soggetti che risiedono o dimorano in tali aree».
Ulteriore elemento di novità introdotto dall’ordinanza regionale del presidente Zaia è la «forte raccomandazione» di non andare a fare visite a casa d’altri se non vi è la necessità di farlo, il che ha chiaramente un senso dissuasivo ai fini dei ritrovi familiari allargati per Natale (in controtendenza, peraltro, con le possibili aperture annunciate dal Governo nazionale in tema di spostamenti tra Comuni).
«È fortemente raccomandato di non recarsi in altra abitazione di un nucleo familiare diverso dal proprio se non per necessità o motivi di lavoro».
Anticipando l’analisi del punto C) dell’ordinanza ritroviamo il tema dell’obbligo della mascherina trattata in modo esplicito con riferimento alla situazione che veda dei soggetti seduti in un bar o al ristorante. Inequivocabile l’obbligatorietà di tenerla indossata che l’ordinanza di Zaia stabilisce valere «anche durante la conversazione» e «salvo che nel tempo strettamente necessario per la consumazione».
Al di là di tale restrizione rispetto alla normativa nazionale prevista dal Dpcm, l’ordinanza di Zaia stabilisce un’ulteriore disposizione molto severa sul numero di persone che possono sedere insieme allo stesso tavolo. Di fatto viene eliminata dal provvedimento di Zaia la distinzione tra persone conviventi e persone non conviventi tra loro. Il Dpcm impone il limite delle quattro persone allo stesso tavolo, a meno che siano persone tra loro conviventi, nel qual caso possono essere anche di più. L’ordinanza di Zaia, invece, stabilisce che anche le persone tra loro conviventi, ad esempio una famiglia di cinque componenti (due genitori e tre figli), al ristorante non possa sedere allo stesso tavolo. Oltre a questo, l’ordinanza impone il rispetto della distanza di un metro tra una persona e l’altra al ristorante o bar, anche se si tratta di soggetti tra loro conviventi (cioè pure per persone che tra di loro quando sono a casa verosimilmente non la rispettano).
«L’attività di somministrazione di alimenti e bevande si svolge, dalle ore 11 alle 15, prioritariamente occupando i posti a sedere, ove presenti, sia all’interno che all’esterno dei locali e, riempiti i posti a sedere o in caso di assenza di posti a sedere, rispettando rigorosamente il distanziamento interpersonale.
A partire poi dalle ore 15 alla chiusura l’attività si svolge solo a favore di avventori regolarmente seduti nei posti interni ed esterni del locale. Vanno in ogni caso rispettate le Linee Guida approvate dalla Conferenza delle Regioni anche relativamente alla distanza minima interpersonale di un metro.
La mascherina va utilizzata in ogni caso, sia in piedi che seduti, anche durante la conversazione, salvo che nel tempo indispensabile per la consumazione.
Non possono essere collocati più di quattro avventori per tavolo, anche se conviventi, con rispetto in ogni caso dell’obbligo di distanziamento di un metro».
Oltre alle restizioni appena viste, l’ordinanza di Zaia impone ulteriori rigide regole in materia di locali dedicati alla ristorazione:
-«I servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) devono esporre all’ingresso un cartello indicante il numero massimo di persone ammesse nel locale ed evitare l’ingresso di ulteriori clienti qualora questo fosse raggiunto.
-La consumazione di alimenti e bevande per asporto è vietata nelle vicinanze dell’esercizio di vendita o in luoghi affollati, salvo che per gli alimenti da consumare nell’immediatezza dell’asporto.
-La vendita di alimenti e bevande con consegna a domicilio è sempre consentita e fortemente raccomandata».
-L’ordinanza di Zaia mira poi a favorire l’accesso delle persone più anziane nelle strutture commerciali medie e grandi tra le ore 10 e le 12:
-«È fortemente raccomandato agli esercenti di riservare l’accesso agli esercizi commerciali di grandi e medie strutture di vendita da parte dei soggetti con almeno 65 anni preferibilmente dalle ore 10 alle ore 12».
-«1 – L’accesso agli esercizi di vendita di generi alimentari è consentito ad una persona per nucleo familiare, salva la necessità di accompagnare persone con difficoltà o minori di età inferiore a 14 anni.
– In tutti gli esercizi di commercio al dettaglio su area fissa regolarmente aperti secondo le disposizioni nazionali e regionali, singoli o inseriti in parchi commerciali o complessi commerciali, valgono i seguenti limiti di compresenza di persone, fermo il rispetto in ogni caso dei protocolli e delle linee guida vigenti in materia di commercio al dettaglio in area fissa:
Per i locali con una superficie che arriva fino a quaranta metri quadri è consentito l’accesso ad un solo cliente per volta;
Per i locali con una superficie superiore a quaranta metri quadri è consentito l’accesso di un cliente ogni venti metri quadri.
– È fatto divieto di esercizio dell’attività di commercio nella forma del mercato all’aperto su area pubblica o privata se non nei Comuni nei quali sia adottato dai sindaci un apposito e specifico piano, consegnato ai commercianti, che preveda le seguenti condizioni minimali:
Nel caso di mercati all’aperto, dove possibile, una linea perimetro o altra forma di delimitazione, anche mediante cartelli, tale da convogliare l’accesso e poi l’uscita dei consumatori, possibilmente, verso uno specifico varco che consenta un controllo sulle presenze e la prevenzione di affollamenti e assembramenti. In ogni caso si raccomanda che i gestori dei singoli banchi, ove possibile, evitino il formarsi di assembramenti;
-Sorveglianza pubblica o privata che verifichi distanze sociali e il rispetto del divieto di assembramento nonché il controllo dell’accesso all’area di vendita;
-Applicazione della scheda relativa al commercio al dettaglio su aree pubbliche contenuta nell’allegato 9 del DPCM 3.11.2020.
– Tutti i punti vendita devono esporre all’ingresso un cartello indicante il numero massimo di clienti ammessi nel locale ed impedire l’ingresso di ulteriori clienti qualora questo fosse raggiunto».

L C

Fonti: https://www.veronasera.it/cronaca/ordinanza-zaia-verona-veneto-ristoranti-passeggiate-mascherina-bar-11-dicembre-2020.html

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