Covid-19: Zaia fa appello agli infermieri per aiutare le case di riposo

«I dati non ci dicono grandi novità. Pian piano continuano a crescere contagi e ricoveri. Ogni tanto c’è qualche timida discesa, ma in sostanza abbiamo quasi 3.000 pazienti Covid in ospedale». Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, con l’ennesimo aggiornamento, precisamente del 26 novembre, ha illustrato pubblicamente i dati del bollettino giornaliero sull’emergenza Coronavirus. E lo ha annunciato rimembrando che non esistono organizzazioni sanitarie preparate ad una pandemia simile. Perciò si sono dovuti ridurre i servizi ospedalieri per adempiere ad una quantità di pazienti attualmente maggiore anche a quella registrata nella prima ondata di contagi. «Non abbiamo lesinato sui posti letto perché i posti letto a disposizione delle Regioni sono sanciti da un decreto ministeriale che li stabilisce in base al numero degli abitanti – ha continuato Zaia – E alla luce di quello che è accaduto, ritengo che quel decreto ministeriale sia da rivedere e soprattutto va rivista tutta la programmazione della formazione perché manca personale».
Sulla grave situazione della mancanza di personale, il presidente del Veneto ha dichiarato che sono in arrivo 5mila infermieri, i quali però per lavorare negli ospedali devono lasciare il loro lavoro in altre strutture sanitarie. E perciò il rischio è quello di mettere infermieri negli ospedali attraverso un regolare concorso, andando di fatto a toglierli dalle case di riposo, ad esempio. E a tal proposito, Zaia ha proclamato la chiusura di un accordo proprio con gli infermieri. «Gli diamo la possibilità di poter prestare opera nelle case di riposo, al di fuori del loro orario di lavoro, ricevendo un compenso di 35 euro all’ora», ha spiegato Zaia.
Per concludere, il governatore ha anche evidenziato, dati alla mano, la crescita dei posti letto di pazienti in terapia intensiva, operata dalla Regione Veneto durante l’emergenza: «Siamo partiti da 494 postazioni, le abbiamo portate prima a 825 e poi a 877, raggiungendo così il numero target fissato dalla legge per il Veneto. Ma per essere più sicuri le abbiamo aumentate ancora, fino a 1.000. Questo per far capire che non abbiamo terapie intensive fantasma, ma sono reali».

L C

Fonti: https://www.veronasera.it/video/coronavirus-covid-19-zaia-veneto-26-novembre-2020.html

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