Ordinanza nazionale sulle piste da sci subito dopo la riapertura.

Dalla sede della protezione civile regionale di Marghera sono ricominciati il 15 febbraio gli appuntamenti informativi del presidente della Regione Veneto Luca Zaia sulla situazione relativa all’emergenza sanitaria Covid-19. Rispettivamente alla destra e alla sinistra del presidente Zaia, l’assessore alla sanità Manuela Lanzarin ed il direttore della sanità veneto Luciano Flor.
Il presidente regionale Veneto ha dato lettura del bollettino delle 8 della mattina stessa, sottolineando che sono stati eseguiti 8.221 tamponi nelle 24 ore precedenti e solo il 2,93% di questi ha avuto un esito positivo. E mostrando le cifre dei pazienti Covid ospedalizzati, Zaia ha evidenziato che i positivi al virus nelle terapie intensive venete sono scesi ulteriormente e sono i 100.
Il tono di voce sereno con cui il governatore Zaia ha letto il bollettino odierno è stato però presto sostituito da un tono molto più accentuato, quando è stato affrontato il tema dell’apertura delle piste da sci. Un riapertura che in Veneto sarebbe ricominciata da mercoledì prossimo, 17 febbraio, come deciso dal presidente attraverso un’apposita ordinanza ragionale, ma che è stata rinviata a marzo da Roberto Speranza, ministro della salute. Un rinvio arrivato domenica 14 febbraio alla sera, a poche ore dalla fine di quel divieto che in Italia teneva chiusi gli impianti di risalita in montagna. Infatti come era stato deciso, già da lunedì 15 febbraio in tutti il Paese gli impianti da sci avrebbero potuto riattivarsi, se non fosse intervenuto il ministro Speranza. «Per noi la salute viene prima di tutto e per questo avevamo deciso di riaprire dal 17, con la fine del Carnevale – ha ribadito Zaia – Però è raccapricciante e imbarazzante vedere la chiusura delle piste da sci ordinata quattro ore prima della possibilità di aprire le piste da sci. Questa è ormai una stagione persa per gli operatori della montagna. È imbarazzante la decisione di Speranza, perché poteva essere presa prima. Gli operatori hanno preparato le piste da sci, hanno chiamato il personale stagionale, hanno fatto le provviste per i rifugi e magari qualche albergatore ha scaldato l’hotel ed ha raccolto le prenotazioni. Quindi i ristori non bastano. Devono essere risarciti anche i danni, anche perché stiamo parlando di un settore che non ha fatto grande ricorso alla cassa integrazione. Spero davvero che si riconoscano le difficoltà di questo comparto».
Zaia ha poi rivelato un’importante novità sull’acquisto dei vaccini anti-Covid, per i quali il Veneto si sta impegnando autonomamente. Infatti alcune aziende avrebbero proposto alla Regione una grande quantità di dosi. Le trattative sono state avanzate dal dottor Flor, che in via prudenziale ha chiesto ad Aifa (l’agenzia italiana per i farmaci) l’autorizzazione alla negoziazione di questi vaccini. Aifa ha risposto alla Regione, chiedendo di interpellare il commissario per l’emergenza Covid Domenico Arcuri. «Flor scriverà ad Arcuri – ha delucidato Zaia – e gli spiegherà che c’è un’azienda che ci propone 12 milioni di dosi e c’è anche un’altra azienda che ci propone 15 milioni di dosi, a prezzi che sono in linea con quelli del mercato attuale».
Per concludere, sulle scuole, Zaia ha anticipato che fino al 5 marzo le superiori resteranno aperte con la didattica in presenza al 50%.

L C

Fonti: https://www.veronasera.it/video/coronavirus-covid-19-zaia-veneto-15-febbraio-2021.html

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