Previsione post epifania: il Veneto andrà verso la zona arancione o rossa?

Per fare il punto della situazione epidemiologica Covid-19, nella mattinata di domenica 3 gennaio, è stata convocata una riunione tra il premier Giuseppe Conte ed i vari capidelegazione della maggioranza. Si è parlato anche delle relative misure previste per il contenimento della pandemia. Si è voluto delineare le previsioni proprio in vista della scadenza del 6 gennaio, quando il periodo natalizio sarà alle spalle e con esso anche l’alternanza di giornate “arancioni” (giorni feriali) e “rossi” (giorni prefestivi e festivi), disposta dal cosiddetto decreto-legge “Natale” proprio a riguardo dell’arco temporale che va dal 24 dicembre fino all’epifania.
In che modo cambieranno le regole in Italia a partire dal 7 gennaio? Tutte le Regioni in teoria dovrebbero da giovedì ritrovare il proprio “colore”, cioè di fatto la zona gialla ovunque ad eccezione dell’Abruzzo (arancione). In realtà è malgrado evidente che qualcosa stia bollendo in pentola e, a tal merito, circolano diverse indiscrezioni. La riunione di domenica, cui partecipano anche il ministro Francesco Boccia, il coordinatore del Cts Agostino Miozzo, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro, il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro e il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli, è un preciso segnale.
Il Veneto andrà verso la zona arancione o rossa?
Tra le ipotesi che si stanno facendo in queste ore, vi è quella di una possibile nuova stretta da parte del governo. Anzitutto va però ricordato che di per sé il meccanismo del cambio di fascia di rischio per le singole Regioni, potrebbe sortire già degli effetti a partire dal prossimo monitoraggio che avverrà venerdì 8 gennaio. La Regione Veneto non se la passa benissimo, con l’ultimo monitoraggio che le assegnava un indice Rt pari a 1,08. Il valore di soglia critica è Rt a 1,25 ed è quindi evidente come la zona arancione, o quella rossa addirittura, non si possano affatto escludere per il Veneto, a partire però eventualmente da domenica prossima con il ministro Speranza chiamato venerdì a firmare una nuova ordinanza. Tra le altre Regioni a forte rischio vi sarebbero Liguria e Calabria, seguite subito dopo da Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Marche.
La zona gialla sarà “rafforzata”?
A prescindere in ogni caso dai dati epidemiologici riferiti alle singole Regioni, vi sono inoltre altre diverse altre considerazioni da fare. Infatti il governo starebbe lavorando su un doppio fronte: da un lato l’idea di apportare qualche modifica ai 21 parametri che stabiliscono il livello di rischio di ciascun territorio e, perciò, l’eventuale cambio di fascia di rischio, da zona gialla ad arancione o rossa, per ciascuna Regione. In tal senso potrebbe essere abbassato il valore di “soglia critica” dell’indice Rt, tutt’ora fissato a 1,25, così come più in generale potrebbe essere resa più severa l’applicazione complessiva dei 21 parametri e, dunque, più facile il “cambio di colore” per le singole Regioni.
Dall’altro lato, tuttavia, sarebbe in corso di valutazione anche un “rafforzamento” della stessa zona gialla. Sul tavolo vi sono ipotesi quali il divieto di mobilità tra Regioni diverse anche se appartenenti all’area gialla, o addirittura la restrizione sugli spostamenti potrebbe riguardare la mobilità tra Comuni interni alla stessa Regione. Vi è poi il grande tema delle attività legate al settore della ristorazione: alcuni rumors ipotizzano anche dell’ipotesi anche per la zona gialla di una nuova stretta su tali attività che, anche nelle stesse Regioni gialle, potrebbero vedersi costrette ad operare solo tramite il servizio d’asporto o di consegna a domicilio. Tra le altre ipotesi che il governo starebbe valutando, vi è poi quella di istituire solo durante i giorni festivi e prefestivi la zona rossa in tutta Italia, salvaguardando così la differenziazione per fascia di rischio e connesse misure solo durante le giornate feriali.
Visita a casa e piccoli Comuni, proroga o stop?
Il Dpcm attualmente in vigore scade ufficialmente il 15 gennaio, mentre con il 6 gennaio si esauriranno gli effetti del decreto-legge “Natale”. Bisogna dunque evidenziare come da giovedì 7 gennnaio non saranno più valide le deroghe per fare la “visita a casa”, così come quella prevista in zona arancione per i “piccoli Comuni” sotto i 5 mila abitanti e relativa agli spostamenti entro i 30 chilometri. Si tratta infatti di misure che erano state disposte solo per il periodo dal 24 dicembre 2020 fino al 6 gennaio 2021, ma da giovedì o verranno in qualche modo riproposte e prorogate dal governo, oppure decadranno in automatico (non senza creare parecchia confusione nei cittadini, temiamo).
Resta il fatto che, se non già questa sera, è assai probabile che il governo attuale nelle prossime ore decida e presenti ufficialmente un nuovo provvedimento. Si tratti dell’ennesimo Dpcm, o di un altro decreto-legge, l’obiettivo sarà evidentemente quello di ridisegnare i nuovi contorni della vita quotidiana dei cittadini, nell’Italia ancora una volta divisa dai “colori” anche in questo 2021 che, sul tema, appare fatalmente assai somigliante all’anno appena terminato.

L C

Fonti: https://www.veronasociale.com/wp-admin/post.php?post=19584&action=edit&classic-editor

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