Zaia: tra ripartenza e restrizioni Inail.

Il governatore della Regione Veneto, Luca Zaia, con la mascherina in una foto rilasciata dall'Ufficio stampa della Regione, 20 marzo 2020. ANSA/UFFICIO STAMPA REGIONE VENETO ++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY +++

Il dibattito centrale dell’aggiornamento tenuto dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia sull’emergenza Covid-19 del 13 maggio è stato il lavoro e i lavoratori.
Zaia non si è limitato solamente a leggere i dati sulla gestione dei malati Coronavirus in Regione, ma li ha anche messi in relazione con la riapertura delle attività economiche. «È più di un mese che i nostri dati epidemiologici sono positivi – ha affermato il presidente – Quindi noi, il 18 maggio, intendiamo aprire bar, ristoranti, spiagge, negozi, attività di servizio alla persona, centri sportivi, palestre e piscine, se il Governo ci darà la delega per farlo. È un atto di responsabilità, con la consapevolezza che i veneti sono responsabili».
Il Covid-19 in ogni caso ha scombussolato tutto e non si potrà riaprire con le stesse condizioni di prima. Servono delle linee guida da seguire e l’Inail, insieme all’Istituto superiore della sanità, ha diffuso delle indicazioni che in alcuni settori sono così restrittive da non rendere economicamente sostenibile la riapertura delle attività. Per questo motivo Zaia le ha criticate: «Sto facendo una battaglia civile e serena affinché le linee guida dell’Inail siano applicate solo in quelle regioni che non si sono dotate di linee guida proprie. La Regione Veneto, come altre Regioni, ha le sue linee guida, emesse dal dipartimento di prevenzione. Quindi penso sia più corretto applicare le linee guida Inail solo in mancanza di alternative, perché le regole dell’Inail sono imbarazzanti per alcune attività. Noi dobbiamo fare in modo che ci siano delle regole semplici, chiare e che permettano a tutti di lavorare in sicurezza». Per Zaia si è dato contrario anche all’applicazione delle linee guida Inail per tutti fino a giugno e poi di passare alle linee guida regionali. «Significherebbe non aprire nulla fino a giugno», ha commentato.
Ma insieme ai lavoratori che vorrebbero riaprire le proprie attività, ci sono anche quelli che avrebbero diritto alla cassa integrazione e non l’hanno ancora percepita. Di questo argomento ha parlato Elena Donazzan, assessore regionale al lavoro, la quale ha individuato nella procedura scelta per gli ammortizzatori sociali il motivo dei ritardi nell’erogazione. «Secondo i dati dell’Inps, il Veneto è la prima regione per la gestione degli ammortizzatori sociali, ma solo il 30% dei beneficiari ha avuto quanto dovuto, quindi per essendo i primi in Italia la percentuale è comunque bassa – ha spiegato Donazzan – Purtroppo è stato scelto uno strumento sbagliato per gestire questa crisi. Le Regioni hanno proposto uno strumento alternativo, con procedure semplificate, in modo tale che aziende e lavoratori abbiano un unico interlocutore: l’Inps. E pare che il Governo voglia prendere questa direzione con i provvedimenti ora in discussione».

L C

Fonti: http://www.veronasera.it/cronaca/zaia-coronavirus-covid-19-veneto-linee-guida-inail-13-maggio-2020.html

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