Baristi e ristoratori in piazza Bra a Verona contro l’ultimo Dcpm.

Mercoledì 28 ottobre alle 11 in piazza Bra a Verona hanno manifestato i baristi e ristoratori della provincia, ma nei giorni scorsi alcuni di loro hanno protestato con la diretta infrazione di una regola che ritengono ingiusta nei loro confronti.
Verona è una delle città italiane in cui il Fipe (Federazione italiana dei pubblici esercizi di Confcommercio) ha permesso appunto a baristi e ristoratori di far sentire il loro nervosismo, i quali sono costretti ora tutti i giorni a chiudere le serrande alle 18 a causa delle disposizioni contenute nell’ultimo Dpcm entrato in vigore lunedì scorso. «Ristoratori, baristi, pasticcieri, gelatieri, non sono untori e hanno garantito finora il rispetto delle norme investendo di tasca propria per la sicurezza delle imprese, ben 7.000 solo nella provincia di Verona, elemento strategico per il turismo e per l’indotto – ha affermato il presidente di Confcommercio Verona Paolo Arena – Dall’inizio del lockdown ad oggi, livello nazionale, sono stati già persi 24 miliardi di euro di fatturato. E con le attuali nuove limitazioni potrebbero perdersi 470 milioni al mese, per un totale stimato da in 2,7 miliardi di euro, con il rischio chiusura per 50mila imprese a livello nazionale. Una scelta disastrosa, quella del Governo». E Arena ha anche menzionato il duro impatto dell’emergenza Covid-19 in corso sulla categoria dei grossisti, oltre che sulle sale da ballo, ferme da mesi, su palestre, piscine e centri termali.
«La risposta all’emergenza Covid-19 non può essere semplicemente più chiusure, perché non è sostenibile per la nostra economia e per le nostre imprese – ha commentato Paolo Artelio, presidente di Fipe Confcommercio Verona – Servono immediatamente indennizzi proporzionati alle perdite subite per mettere le imprese messe in ginocchio dalla seconda crisi Covid nelle condizioni di superare il crollo di fatturato. Non dimentichiamo, inoltre, la situazione disperata di discoteche e locali di intrattenimento, per i quali ancora nulla è stato previsto per scongiurarne la chiusura definitiva. Le restrizioni devono essere accompagnate dai provvedimenti di ristoro economico in termini di indennizzi a fondo perduto, crediti d’imposta per le locazioni commerciali e gli affitti d’azienda, nuove moratorie fiscali e creditizie, il prolungamento degli ammortizzatori sociali e altri provvedimenti di sostegno».
Anche il sindaco di Verona Federico Sboarina si è schierato dalla parte dei manifestanti.

L C

Fonti: https://www.veronasera.it/attualita/dpcm-protesta-fipe-confcommercio-28-ottobre-2020.html

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