Covid-19: La pandemia ha influito anche sui fumatori.

Il 31 maggio 2020 la Lilt – Lega italiana per la lotta contro i tumori – ha deciso di celebrare la Giornata mondiale senza tabacco cercando di capire se la quarantena ha modificato il rapporto degli italiani con le sigarette. Le motivazioni per diminuirne l’uso o smettere non sono mancate durante il lockdown: convivenza con non fumatori, paura di ammalarsi, difficoltà a reperire le sigarette, necessità di risparmiare e più relax in ambiente domestico.
L’indagine “SARS-COV-2: gli impatti sulla percezione della salute e sui comportamenti dei fumatori” è stata commissionata da LILT all’istituto di ricerca SWG che l’ha condotta nel mese di maggio su un campione di 2.623 italiani, donne e uomini provenienti da tutte le regioni italiane, appartenenti a diverse fasce di età, fumatori e non fumatori.
Per la maggior parte la percezione è che prevalga il fatto di essere in salute e che dipenda più da fattori esterni anziché dai comportamenti individuali. I fumatori sono stati percepiti meno a rischio nell’esposizione al virus rispetto ad altre categorie, in particolare rispetto a chi aveva pregresse patologie respiratorie o cardiache, nonostante il senso di incertezza e vulnerabilità creato dalla pandemia.
Diverse le scelte sono state prese da chi fuma durante il lockdown. Circa il 50% degli intervistati ha mantenuto invariate le proprie abitudini, il restante 50% le ha cambiate completamente: chi in meglio, approfittando dell’occasione per ridurre il fumo, chi in peggio aggrappandosi alla sigaretta per gestire lo stress e la noia. Le persone che hanno aumentato il consumo o che hanno ripreso a fumare dichiarano come principali motivazioni lo stress dato dalla situazione incerta e la noia.
“Dall’indagine emerge una consapevolezza pericolosa – afferma Marco Alloisio, presidente di LILT Milano Monza Brianza – I fumatori non si sentono esposti perché tra i fattori di rischio per il Covid-19 si parla soprattutto di patologie pregresse e di età. La verità, invece, è che oggi i polmoni hanno un nemico in più: il coronavirus si aggiunge al cancro e alle malattie cardiovascolari e respiratorie. E queste nuove evidenze ci ricordano quanto è importante mantenere i nostri polmoni in buona salute”.
In questo momento di Fase 2 è incoraggiante, invece, la consapevolezza di voler smettere di fumare manifestata da un fumatore su quattro nel territorio campione della Città metropolitana di Milano e nella provincia di Monza e Brianza, che ha fatto più fatica a ridurre le sigarette in quarantena. Forse davvero qualcosa è cambiato. Forse qualcosa abbiamo imparato. Ed è per questo che LILT si sta impegnando per offrire percorsi di disassuefazione a distanza a chi desidera cambiare il proprio stile di vita e pensare alla migliore salute dei propri polmoni.
A tal proposito inoltra il direttore della ricerca Riccardo Grassi:
“Nelle intenzioni post pandemia la propensione alla riduzione del consumo di tabacco è ampia, sia a livello nazionale dove il 18% dei fumatori pensa di smettere e un altro 26% di ridurre il consumo abituale, sia a livello locale con il 38% dei fumatori lombardi e il 43% dei fumatori delle province di Milano e Monza e Brianza che si sono posti l’obiettivo di un comportamento maggiormente virtuoso”.
Si apre perciò una nuova fase, in cui, superato lo stress generato dalla pandemia Covid-19 e dal lockdown forzato, potrebbe essere maggiore l’attenzione dei fumatori nell’ascolto di messaggi utili alla riduzione del consumo di sigarette. Tuttavia rimane fondamentale rinforzare il richiamo sull’importanza che hanno i comportamenti individuali, e non solo gli elementi esterni e non controllabili dalla persona, nel favorire una vita sana, elemento essenziale per affrontare anche pericoli imprevisti come quello portato dal Coronavirus.
Per quanto riguarda gli adulti, per chi vuole uno stile di vita più sano e senza fumo può chiamare il numero verde anonimo e gratuito LILT per te 800 662 492 di LILT nazionale. La linea è gestita da operatori volontari dal lunedì al sabato con orario 10/15. Per chi fuma, invece, la volontà di smettere registrata nell’indagine ha motivato LILT ad ampliare l’offerta dei percorsi di disassuefazione, adeguandoli alle disposizioni di distanziamento sociale.
Nasce da qui anche la collaborazione con Mindwork, piattaforma che offre counseling psicologico e coaching in videochiamata ad aziende e privati. Si avvale di psicologi altamente qualificati formati da LILT per aiutare concretamente le persone a smettere di fumare tramite un percorso di cinque colloqui. La possibilità di poter vedere lo psicologo in videochiamata consente spesso di ricevere supporto nel posto dove ci si sente più al sicuro. A maggior ragione in questo momento in cui le norme di distanziamento sociale restano in vigore.

L C

Fonti: https://primadituttoverona.it/rubriche/topnewsregionali/fumo-sigarette-e-covid-19-durante-il-lockdown-qualcosa-e-cambiato/

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