Gianpietro Ghidini a San Zeno di Mozzecane: un incotro da non perdere

"È più facile dire di si. È più facile amalgamarsi col gruppo. È una posizione audace dissociarsi."

Abbiamo già parlato di Gianpietro Ghidini, lo abbiamo incontrato in occasione della cena annuale di ANAS a Vigasio. (https://www.veronasociale.com/news/un-pieno-di-sociale-con-anas-sala-gremita-per-la-consegna-premi-solidarieta-2019/)

Il 7 novembre papà Gianpietro ci parlerà di Emanuele, suo figlio, ucciso nel 2013 da una droga che non avrebbe mai assunto, se non fosse stato condizionato dal “branco”, sfidato a superare limiti che lui non aveva nessuna intenzione di superare. Emanuele si è gettato nelle acque gelide del fiume che passava poco distante dalla sua casa, in preda ad allucinazioni e guidato da un delirio che ha colpito la sua giovane mente di sedicenne, non lasciandogli scampo. È affogato e il suo papà lo ha potuto rivedere senza vita dieci ore dopo.

La disperazione di Gianpietro si è trasformata in determinazione. Determinazione nel voler salvare le vite di giovani che, come il figlio, si potrebbero trovare di fronte ad un bivio in cui la scelta coraggiosa dovrà essere quella di dire di “NO”, quella di trovare nella propria famiglia il sostegno per sentirsi forti, nonostante il proprio “andare contro corrente”.

“È più facile dire di si. È più facile amalgamarsi col gruppo. È una posizione audace dissociarsi.”

Da quella tragica notte papà Gianpietro ha tenuto 1.500 conferenze in scuole, oratori, teatri, piazze. Ha fondato la “Ema – Pesciolino Rosso”, ha scritto libri, ha “urlato” con decisione il suo messaggio.

Sul sito, il calendario degli eventi e la storia: http://www.pesciolinorosso.org/

Il 7 novembre, l’occasione per ascoltare Gianpietro Ghidini.

 

 

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