“Trombosi del viaggiatore”, cosa fare per ridurre il rischio trombotico mentre viaggiamo
In occasione del World Thrombosis Day che ricorre il 13 ottobre, l’Azienda ospedaliera universitaria integrata torna al terminal partenze dell’aeroporto Catullo di Verona, con una campagna informativa per le buone pratiche di prevenzione della Trombosi del viaggiatore. In aereo il passeggero rimane seduto e fermo per un tempo più o meno lungo, aumentando così il rischio di trombosi venosa di 2-3 volte nei viaggi aerei che superano le 4 ore.
Per il secondo anno, l’info point dedicato a questa patologia è organizzato dall’equipe dell’Uoc Medicina Interna B di Borgo Roma, diretta dalla prof.ssa Simonetta Friso. Sono stati distribuiti dépliant informativi in 7 lingue (italiano, inglese, tedesco, francese, spagnolo, arabo, cinese), disponibili nello scalo veronese oltre ad un video informativo trasmesso nei monitor. La presenza degli specialisti dell’Azienda ospedaliera universitaria è stata fondamentale per rispondere ai dubbi ed evitare allarmismi.
Novità 2026.
Realizzata per la prima volta nel 2025 al Catullo dal prof. Nicola Martinelli, con la collaborazione anche del SUEM 118 Verona diretto dal dott. Adriano Valerio, quest’anno il gruppo SAVE ha allargato l’iniziativa Aoui anche all’aeroporto Marco Polo di Venezia. Inoltre il progetto aggiunge un’iniziativa promossa dagli specialisti veronesi con il coinvolgimento anche dei colleghi dell’Azienda ospedaliera universitaria di Padova, prof. Walter Ageno, prof.ssa Elena Campello e prof. Paolo Simioni. L’iniziativa è stata realizzata anche con il supporto non condizionante della multinazionale farmaceutica Viatris ed è patrocinata dalla più importante società scientifica internazionale per lo studio di trombosi ed emostasi, l’International Society on Thrombosis and Haemostasis (ISTH).
Tromboembolismo venoso.
Il tromboembolismo venoso è dovuto all’attivazione della coagulazione nel posto sbagliato all’interno dei vasi venosi, dove provoca l’ostruzione del flusso sanguigno con un coagulo di sangue. Questa patologia comprende la trombosi venosa profonda, generalmente agli arti inferiori, e l’embolia polmonare. Quest’ultima è generalmente provocata da un frammento di coagulo (embolo), che si stacca dal trombo venoso e raggiunge cuore e polmoni, ostruendo il flusso del sangue.
Viaggi oltre 4 ore, cosa fare.
L’immobilità prolungata rappresenta il principale fattore di rischio per tromboembolismo venoso durante il volo in particolare se di durata superiore alle 4 ore. Stare seduti per lunghi periodi, soprattutto in spazi ristretti, limita il movimento delle gambe e riduce il flusso sanguigno nelle vene. Va tenuto presente, inoltre, che il rischio di trombosi del viaggiatore è leggermente più elevato nelle donne e aumenta progressivamente con l’età. Alcuni piccoli accorgimenti possono ridurre sensibilmente il rischio di trombosi venosa del viaggiatore. Limitare le posizioni sedentarie e statiche prolungate, sfruttare gli spazi nelle aree d’imbarco consentite per passeggiare. Flettere ed estendere alternativamente ginocchia e caviglie a intervalli regolari e muovere anche le spalle quando si è seduti, evitando di tenere per troppo tempo le ginocchia a 90 gradi. Idratarsi bevendo regolarmente, evitare alcolici e sonniferi. Sì a vestiti comodi, valutare calze a compressione graduata previo consulto da parte del medico curante.
Uoc Medicina interna B.
L’idea, che Save ha accolto con interesse, è partita proprio dalla casistica di pazienti che si sono rivolti presso gli ambulatori dedicati alla trombosi di Borgo Roma. L’Unità Operativa in Aoui, diretta dalla prof.ssa Simonetta Friso, ha infatti fra le sue specializzazioni una vasta attività ambulatoriale dedicata specificamente alla trombosi e alle anomalie della coagulazione, coordinati dal prof. Nicola Martinelli. Anche quest’anno sono stati medici e specializzandi dell’equipe a realizzare il materiale informativo da destinare ai viaggiatori.
Chi c’era allo stand.
Nella Giornata mondiale della Trombosi al banco informazioni Aoui erano presenti anche i vertici del Catullo: Alessandra Bonetti, Amministratore Delegato, Paolo Sandrini, Post Holder Area Movimento & Terminal. Dell’équipe di Medicina B, oltre ai proff Simonetta Friso e Nicola Martinelli, presenti anche la prof.ssa Francesca Pizzolo, dott. Lorenzo Delfino e le dott.sse Sara Moruzzi e Silvia Suardi e i medici in formazione specialistica dott.sse Elena Malloggi e Agnese Moschella e dott. Francesco Presa.
Alessandra Bonetti, Amministratore Delegato di Catullo S.p.A.:
“L’Aeroporto di Verona è un’infrastruttura al servizio del territorio e delle persone e, per questo, riteniamo importante promuovere una sempre maggiore cultura della prevenzione e della consapevolezza tra i nostri passeggeri. La collaborazione con l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, che siamo lieti di rinnovare in occasione del World Thrombosis Day, dimostra come la sinergia tra realtà del territorio possa tradursi in iniziative concrete e utili per la collettività. Crediamo che un aeroporto debba essere non solo un luogo per i viaggi, ma anche uno spazio capace di generare valore, sensibilizzazione e opportunità di crescita per il territorio e per le persone che lo vivono ogni giorno”.
Prof.ssa Simonetta Friso, direttore Uoc Medicina B:
“L’attività clinica rivolta a pazienti affetti da patologie trombotiche e coagulative rappresenta una parte molto rilevante dell’impegno professionale della nostra Unità. Ormai da molti anni, offriamo la competenza di un team di professionisti con elevati livelli di formazione ed esperienza nella diagnosi e cura di pazienti affetti da malattie trombotiche e della coagulazione, incluse le malattie rare in quest’ambito. La prevenzione rappresenta anch’essa un ambito molto significativo della nostra attività clinica, come rappresentato da questa iniziativa che ha l’intento di divulgare conoscenze e indicazioni di esperti in questo importante settore clinico”.
Prof. Nicola Martinelli, coordinatore del gruppo Coagulazione & Trombosi della Medicina B:
“Sconsigliamo fortemente il ricorso a farmaci anticoagulanti o antiaggreganti e soprattutto la loro autosomministrazione senza consulenza medica, poiché tali farmaci hanno evidenze limitate per la prevenzione della trombosi del viaggiatore e possono esporre ad un significativo rischio di effetti collaterali. Farmaci anticoagulanti vengono prescritti molto raramente e solo per alcuni viaggiatori a rischio trombotico particolarmente elevato. Ribadiamo come il rischio di trombosi venosa del viaggiatore possa essere ragionevolmente ridotto mediante le semplici pratiche a limitare la ridotta mobilizzazione durante il viaggio, pratiche che sono valide per tutte le persone, anche per i pazienti già in cura con farmaci anticoagulanti o antiaggreganti”.
