Spettacoli estivi in Arena: “quest’anno daremo vita a un progetto pilota”

Spettacoli estivi in Arena: “quest’anno daremo vita a un progetto pilota che potrà essere replicato dalle altre città italiane”

Subito dopo la conferma del ministro Dario Franceschini, il sindaco Federico Sboarina gli aveva scritto per sottoporgli la specificità dell’Arena e del suo festival. I contatti sono proseguiti con il sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni con il quale il sindaco si è  accordato su come procedere.

 Un protocollo, nella cui stesura saranno coinvolti anche i medici dell’Università e dell’Azienda Ospedaliera. Verrà poi sottoposto al Comitato Tecnico Scientifico del Ministero della Salute. Più contributi, quindi, per garantire la massima sicurezza, sia del pubblico sia di artisti e lavoratori. L’anfiteatro ha una capienza di 13.500 persone, 20 arcovoli di entrata e uscita e si trova in una piazza pedonale che consente di gestire anche grandi numeri nel rispetto del distanziamento sociale.
Come ha  spiegato il sindaco:

“Se l’anno scorso siamo stati i primi a programmare e realizzare un festival, nonostante tutte le incertezze e le difficoltà, quest’anno daremo vita a un progetto pilota che potrà essere replicato dalle altre città italiane . L’Arena, che è il più grande palcoscenico all’aperto del mondo, sarà un esempio per tutti per la ripresa degli spettacoli dal vivo.  Sarà importante dimostrare come in uno spazio tanto capiente gli spettacoli si possono tenere in sicurezza. Ci sono varie soluzioni da approfondire per cercare di ottenere il maggior numero di spettatori per ogni serata. Come del resto abbiamo fatto l’anno scorso, facendo sentire forte e chiara la nostra voce. L’anfiteatro romano, tempio della musica riconosciuto a livello internazionale, sarà un faro. La stagione areniana per Verona è troppo importante, innanzitutto dal punto di vista culturale e poi per l’indotto che crea, a partire dalle migliaia di lavoratori che ne permettono la riuscita. Professionisti, artisti, maestranze che, da un anno, chiedono di tornare a lavorare”.

G.R.

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