Verona, il sindaco e Federica Pellegrini si incontrano in piscina.

Lo sport veronese torna verso la normalità, con la maggior parte degli impianti, se pur con protocolli molto rigidi, riaperti al pubblico, per la gioia di quanti hanno potuto riprendere l’attività sportiva sospesa per quasi tre mesi.

 Anche la campionessa olimpica Federica Pellegrini da qualche settimana ha ripreso gli allenamenti nella piscina del centro federale di via Galliano, dove è di casa da circa 15 anni, da quando Verona è diventata la città non solo in cui lavora ma anche in cui vive. Nel settembre 2017, dopo l’ennesima medaglia d’oro conquistata ai mondiali di Budapest, il sindaco Federico Sboarina le consegnò le chiavi della città, come segno di ammirazione e gratitudine.

E così  il sindaco Sboarina,  si è recato  a bordo piscina, per un saluto a tutto il team della Nazionale italiana che si allena al centro Fin intitolato all’ex allenatore Alberto Castagnetti, cogliendo l’occasione, per lanciare un messaggio positivo a tutti gli sportivi veronesi, dai più piccoli ai professionisti, il lockdown è finalmente alle spalle e anche le attività sportive possono tornare verso la normalità.

“Ho scelto la piscina del centro federale perché è senza dubbio un’eccellenza tra gli impianti sportivi comunali, che ospita quindi un’altra eccellenza: la campionessa Pellegrini , spiega il sindaco . Federica è l’emblema più alto dello sport italiano, Verona è fortunata di averla qui e ho chiesto di incontrarla proprio come simbolo dello sport che riparte. Un esempio per tutti, giovani e adulti, tanto più in questa delicata fase dove la normalità è possibile se si rispettano poche ma importanti regole. Le ho chiesto come è stato per lei il lungo periodo di inattività e mi ha detto che, nonostante abbia avuto una deroga iniziale sugli allenamenti, ha poi dovuto fermarsi per oltre un mese. Ma lo ha vissuto come se fosse stata una specie di vacanza, di quelle che non fa mai, e ne ha approfittato per prendersi un secondo cane. Adesso ha ripreso a nuotare in via Galliano e qui il protocollo è davvero rigido, ma non può essere altrimenti, con il buon senso si può davvero fare quasi tutto ciò che si faceva prima del Coronavirus. Penso in particolare ai più giovani, ai nostri bambini e ai ragazzi, che attraverso lo sport scaricano energia, socializzano e crescono. Dopo tante settimane di rinuncia, possono finalmente riprendere la loro attività in sicurezza”.

G R

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