Progetto apicoltura urbana al Bastione delle Maddalene a Verona

Un’attività silenziosa ma vitale nel cuore della città di Verona per una nuova consapevolezza sulla biodiversità e la sostenibilità urbana. È quella promossa dall’Associazione di promozione sociale “A testa in su” che, sabato 3 febbraio nella mattinata, ha posizionato al Bastione delle Maddalene cinque arnie per le api. L’iniziativa rientra nell’ambito di un progetto di apicoltura urbana incluso nel programma è VRgreen, promosso dal Comune di Verona e dall’Università di Verona.

All’evento sono intervenuti l’assessore alla Transizione ecologica Tommaso Ferrari, il responsabile Ufficio Unesco del Comune Ettore Napione, Linda Avesani dell’Università di Verona e rappresentanti dell’Amministrazione e dell’associazione ‘A Testa in su’.

“L’apicoltura urbana è una delle attività all’interno del progetto èVRgreen, ed è un preziosissimo bioindicatore della qualità dell’aria ma anche per la biodiversità – spiega l’assessore Tommaso Ferrari -. Abbiamo previsto la dislocazione in vari punti della città delle arnie urbane che danno una mano alla ripopolazione apistica, e sono ottimi strumenti di biomonitoraggio e anche di educazione e avvicinamento della popolazione veronese ai temi della biodiversità e della conservazione delle specie, che sono fattori fondamentali per la sostenibilità delle nostre città”.

L’associazione “A testa in su”, intitolata alla memoria del giovane architetto Alvise Trincanato scomparso nel 2019, acquista arnie e famiglie di api da collocare in diversi luoghi della città, al fine di contribuire alla creazione di un progetto diffuso di apicoltura urbana a Verona.

Le arnie già attive in città sono dieci, cinque posizionate nel parco del Giarol Grande e cinque ai piedi del Bastione. Quest’ultimo è stato identificato come un luogo ideale in considerazione della sua vicinanza con strade altamente trafficate, dov’è importante monitorare la qualità dell’aria, ma anche per il legame con Alvise, che proprio qui, con l’associazione RiVer che aveva contribuito a fondare e presiedeva, aveva organizzato eventi di rigenerazione urbana ai fini della sua valorizzazione.

Attualmente al Bastione delle Maddalene in ogni arnia ci sono 5-6mila api, per un totale di circa 30mila. Hanno uno spazio di volo di circa tre chilometri, e si prevede prossimamente possano arrivare ad essere circa 200mila. Ogni arnia può produrre quasi 30 kg di miele.

Nell’ambito del programma èVRgreen, l’associazione “A testa in su” coordinerà anche la mappatura progressiva delle arnie presenti sul territorio comunale al fine di coinvolgere gli apicoltori in un programma di analisi del miele condotto dall’Università di Verona in collaborazione con il Museo di Storia Naturale, con l’obiettivo di raccogliere informazioni sulle essenze presenti sul territorio e sulla biodiversità. Inoltre, in collaborazione con l’Associazione Regionale Apicoltori del Veneto, promuoverà nei prossimi mesi specifici programmi dedicati alle scuole e alle associazioni del territorio, per avvicinare la cittadinanza, a partire da bambini e bambine, al mondo delle api.

“L’obiettivo – afferma il fratello di Alvise e presidente dell’Associazione Pietro Trincanato – è quello di sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza della biodiversità e delle strategie di sviluppo sostenibile. Le api sono eccellenti bioindicatori, in grado di fornirci moltissime informazioni sull’ambiente in cui vivono. Per questo il miele prodotto dalle arnie di “A testa in su ”, come quello di altre colonie di api, sarà utilizzato nell’ambito del progetto èVRgreen come bioindicatore capace di fornire informazioni sulla biodiversità delle aree verdi urbane utili a monitorare la salute ecosistemica della città e per supportare interventi di riforestazione in ambito urbano. A questo scopo, alcune arnie sono dotate di un sistema di monitoraggio ad alta tecnologia, elaborato da una startup italiana anche con il contributo dei fondi Horizon 2020 dell’Unione Europea”.

Per tenere vivo il ricordo di Alvise e portare avanti la sua eredità intellettuale, “A Testa in Su” finanzia borse di studio per sostenere giovani ricercatori in storia dell’architettura nei primi anni della carriera accademica, promuove iniziative di rigenerazione urbana per ridare vita a luoghi dimenticati della città ed elabora progetti di agricoltura sociale per accrescere la coscienza collettiva sui temi dello sviluppo sostenibile. L’obiettivo è conoscere gli edifici del passato, far rivivere i luoghi del presente, prendersi cura del paesaggio per il futuro. E guardare sempre il mondo con uno sguardo nuovo e “a testa in su”.

L C