“Nuove forme di educazione civica digitale”, dibattito ai microfoni di Radio Anmil Network.

“Nuove forme di educazione civica digitale”, dibattito ai microfoni di Radio Anmil Network.

Si è svolto il 9 marzo un importante dibattito ai microfoni della web Radio dell’associazione Nazionale fra lavoratori Mutilati e Invalidi sul Lavoro sul  Tema: “Nuove forme di educazione civica digitale” .

Ad aprire l’incontro Filippo Pompei, Presidente dell’Associazione studentesca “Future is now” ha portato come esempio virtuoso la Rete territoriale per l’educazione civica e la legalità della provincia di Verona coordinata dall’assessore  Annalisa Tiberio.

Per Pompei servirebbe una piattaforma nazionale per raccogliere le best practies di educazione civica, rafforzando la formazione al digitale e ad un uso corretto dei media. In Italia si soffre di analfabetismo digitale, ed è emerso notevolmente con la DAD e lo smart working, il tutto confermato dall’’impietosa pagella consegnataci dal DESI 2020 (quartultimo posto fra i 27 Stati membri dell’UE oltre a UK, 43,6 punti contro il dato UE del 52,6), secondo Pompei il tempo delle verità è giunto:  “Nel 2017 la Sottosegretaria Ascani dichiarava il successo del Piano Nazionale Scuola Digitale con il dicastero dell’istruzione a guida Fedeli parlando di risultati entusiasmanti cito testualmente: “ Secondo i dati presentati, il 75% degli istituti ha digitalizzato in parte o completamente i processi primari. Internet è presente pressoché ovunque: il 55% ha una connessione internet DSL, il 29% in fibra ottica, il 21% tramite operatore wireless fisso WISP, solo il 6% va a 56Kbps. L’85% delle scuole dichiara di avere personale con competenze tecniche necessarie per l’utilizzo dei software,” (fonte: https://www.agendadigitale.eu/scuola-digitale/pnsd-punto-risultati-obiettivi-scuola-cambia/) “ad oggi tuttavia il piano BUL di fibra ottica rivolta alle scuole secondo gli attuari scenari non raggiunge tutte le aree del paese, con netti gap in alcune aree, come in Sicilia regione dove la fibra per le scuole di ferma a Catania, ma il Piano BUL vede cantieri aperti in 197 comuni, 93 dei quali già terminati e con la rete già attiva e disponibile all’utenza. Il Piano Scuola approvato nella riunione di maggio scorso del Comitato nazionale per la Banda Ultralarga è solo l’attuazione di risorse già stanziate nel 2017 sarà necessario fornire alla scuola strumenti di ticketing e punti di contatto chiari a fronte di fault , perché devono sempre avere ben chiara la situazione per poter programmare le lezioni digitali.”

L’assessore Tiberio ha ricordato che in questo momento storico molti genitori non hanno le competenze adeguate per una corretta educazione informatica dei ragazzi. Per questo deve intervenire la scuola che non demonizza l’utilizzo degli strumenti informatici che si sono rivelate anche molto utili, ma si avvale dell’aiuto di esperti che affiancano la scuola nella formazione dei ragazzi. Si cerca di far capire il vero valore degli strumenti di comunicazione che si hanno a disposizione.

Nei vari interventi si è parlato anche di didattica a distanza   Vincenzo Falabella, Presidente Fish (Federazione Italiana per il superamento dell’handicap) ha evidenziato  che spesso i ragazzi e le ragazze con disabilità possano essere oggetto di scherno. Falabella ha segnalato che FISH interviene presso le scuole per sensibilizzare gli studenti nei confronti della diversità, non come una malattia , ma come un modo differente di interagire con l’esterno. Si cerca di far loro capire che anche chi è disabile è una persona come le altre con gli stessi diritti di tutti i cittadini. Secondo Falabella bisognerebbe riappropriarci di quel contatto umano che si è perso, sostituito da un rapporto virtuale. L’utilizzo dei social può essere utile se gestito correttamente rispettando gli altri.

Pompei sulla didattica a distanza ha evidenziato anche la proposta per realizzare una piattaforma unica per la didattica a distanza del Ministero dell’istruzione con il supporto di Sogei Spa ed Agid presentata ad aprile 2020 al dicastero dell’istruzione, ma mai decollata per mancanza di volontà politica, si è preferito investire sui banchi con le ruote.

Michele Leone, Digital media specialist, ha spiegato che il mondo si è evoluto velocemente e oggi è possibile accedere già da giovanissimi. a nuovi lavori che prima sembravano appartenere alla fantascienza. Spiega che un osservatorio esiste, ma l’approccio al digitale è massivo e lo sviluppo procede a una velocità insostenibile. In Italia esiste un Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) secondo cui la Pubblica Amministrazione deve sfruttare strumenti già esistenti.

Anna Maria Riccio, Coordinatore Presidenti Consigli di Istituto spiega che per quanto riguarda l’insegnamento dell’educazione civica, oggi bisogna allargarlo all’insegnamento delle regole per la corretta e sana fruizione della digitalizzazione. I contenuti didattici vanno trasmessi in modo corretto rispettando le norme, la buona educazione e i tempi dei ragazzi. Purtroppo non si era preparati all’utilizzo di questo nuovo strumento e in principio l’approccio è stato molto faticoso. Bisogna imparare ad essere consumatori critici ed è necessario che i produttori facciano il loro lavoro con consapevolezza e responsabilità. L’educazione ad un mondo sano, trasparente e civile riesce a fare la differenza. Prima dell’aspetto tecnico bisogna imparare a discernere le notizie vere dalle fake news, a non suscitare e a non cadere nell’odio digitale come l’hate speach e il revange porn. Il filtro tende a far sentire il soggetto meno responsabile, ma lo schermo non è altro che uno strumento, dietro ci sono gli esseri umani che vanno in ogni caso rispettati.

Le regole della buona educazione valgono sul web come nei rapporti “in presenza”.

 

 

 

 

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