Diritti e legalità: studenti di Vicenza in trasferta ad Erbè.

Gli studenti del Liceo Quadri di Vicenza stanno partecipando, al Campo della Legalità a Erbè, al progetto “Diritti in Campo”, una prima sperimentazione in assoluto di PCTO che coniuga lavori manuali ad incontri con istituzioni e associazioni.
Un’esperienza che non è solo correlata ad un ambito produttivo, ma che ha anche come obiettivo interessare e coinvolgere i giovani alla cosa pubblica e sulle buone pratiche di gestione dei beni confiscati.
Mercoledì 28 giugno sono stati ospitati nel Comune di Vicenza per parlare di varie tematiche spaziando dalla legalità all’antimafia.
Imparare a fare semplici ma importanti lavori manuali instaurando uno spirito di partecipazione e crescere in ambito relazionale. Sta riscontrando grande successo la prima sperimentazione di PCTO, Percorso per le competenze trasversali dell’orientamento, che 25 ragazzi del Liceo G.B.Quadri di Vicenza stanno svolgendo questa settimana al Campo della Legalità alla base scout a Erbè.
L’iniziativa rientra nel progetto “Diritti in Campo” dello SPI Sindacato Pensionati Italiani CGIL Vicenza, con la collaborazione dello SPI CGIL Verona che ha individuato nella struttura confiscata alla mafia e gestita dal locale gruppo scout, la location per ospitare gli studenti durante questa settimana di alternanza scuola-lavoro assolutamente innovativa.
Sono molteplici infatti le attività che vedono i ragazzi impegnati durante la giornata, per un’esperienza ha come obiettivo poter costruire le fondamenta per una crescita personale e collettiva sui temi dell’antimafia sociale, dei diritti e sulle buone pratiche di gestione dei beni confiscati.
Guidati da diversi tutor, al mattino hanno fatto tutte attività manuali, come la manutenzione del verde, sistemazione di staccionate, riordino di un magazzino, imparato a riparare biciclette, impastare e fare il pane.
Al pomeriggio invece hanno avuto la possibilità di valorizzare i rapporti con le istituzioni e le associazioni, incontrando esponenti del Sindacato di Polizia per parlare di bullismo e il presidente dell’Osservatorio sulla Criminalità Organizzata nel Veneto Maurizio Dianese, per citarne alcuni, ma anche scrittori che hanno presentato i propri libri, o partecipando ad una biciclettata con FIAB. Alla sera poi spazio al divertimento, con giochi di gruppo, balli e visita a Verona.
E mercoledì 28 giugno gli studenti sono stati accolti a Palazzo Barbieri dall’assessora alla Sicurezza Stefania Zivelonghi, dall’assessore alle Politiche giovanili e di Partecipazione Jacopo Buffolo e dal consigliere comunale Giacomo Piva. All’incontro, al quale era presente anche il coordinatore nazionale di Avviso Pubblico Pierpaolo Romani, sono stati affrontati molti temi come legalità costituzionale, partecipazione e cultura dell’antimafia. I ragazzi hanno concluso il pomeriggio visitando le prestigiose sale del Comune e incontrando il sindaco veronese Damiano Tommasi.
“Abbiamo accolto i ragazzi che partecipano al Campo della Legalità a Erbè – chiarisce l’assessore Buffolo – una bellissima esperienza formativa e di cura dei beni comuni, soprattutto di quelli creati con risorse illecite, che diventano invece beni aperti alla comunità. Un gruppo di ragazzi che se ne prende cura lo migliora, e questa è sicuramente una delle ottiche su cui noi vogliamo lavorare anche per aumentare la partecipazione giovanile e rilanciare gli spazi di aggregazione che sono sicuramente uno dei bisogni più importanti. Durante l’incontro ci siamo confrontati sull’importanza del lavoro culturale, e del ruolo che ha ognuno di noi nel contrastare le organizzazioni criminali. Sicuramente da una parte c’è tutto il lavoro fatto dalle forze dell’ordine e dalla magistratura, dall’altro ce n’è uno culturale che va fatto quotidianamente di presa di coscienza, di informazione e di approfondimento, perché solo con la cultura della legalità partecipata e democratica si va sicuramente a erodere uno spazio che invece queste organizzazioni possono trovare nel nostro territorio”.
“E’ bello che i giovani dedichino del tempo durante le vacanze estive per interessarsi non solo alla legalità, ma anche ai luoghi dell’Amministrazione – ha affermato l’assessora Stefania Zivelonghi -. Li abbiamo ospitati a Palazzo Barbieri, che è la casa dei cittadini, e con loro abbiamo parlato di funzioni e di ruoli all’interno del Comune, toccando i principali temi dell’educazione civica. Di estremo interesse, per quanto riguarda la mia delega, è stato poter trattare con loro e rispondere alle loro domande, qualcosa che trasmette fiducia per un bene che va coltivato e diffuso, perché loro rappresentano il nostro futuro”.
“Non c’è solo un aspetto produttivistico – sottolinea Stefano Facci di SPI Cigl Verona – perché i ragazzi hanno anche avuto la possibilità di legare rapporti con le istituzioni. Questa prima esperienza innovativa è più che positiva, e pensiamo di replicarla in futuro”.
Ecco la storia del Bene di Erbè. Il “Bene” è stato confiscato nel 1993 ad uno spacciatore locale di droga che nel corso dei suoi traffici illeciti era riuscito ad accumulare importanti risorse economiche fino a realizzare una lussuosa villa, un ristorante con maneggio su un terreno di circa 2 ettari. Lo spacciatore ha subito una importante condanna ora scontata la pena e si è trasferito; sembra avesse collegamenti con ndrine calabresi peraltro mai dimostrati. Il comune di Erbè appena acquisito i beni confiscati ha promosso un progetto di recupero della villa con l’Asl locale fino ad inaugurare nel 2008 una struttura che ospita disabili mentali. Il terreno, il ristorante in fase di costruzione e la stalla cavalli diventati ruderi e luogo di rifugio di sbandati, sono stati assegnati nel 2006 in comodato gratuito per 30 anni al locale gruppo scout che stava nel periodo cercando una location per realizzare una base regionale scout. I lavori della base sono stati ultimati nel 2011. I finanziamenti necessari per completare l’opera sono stati dati da Banca Etica unica fra tutte le banche ad erogare un mutuo di 95.000 euro sulla scorta di un semplice diritto di superficie concesso nel frattempo magli scout dal comune di Erbè. La base di Erbè è la prima base italiana costruita su un bene confiscato. (Fonte SPI Cigl Veneto).
L C