Giovani “Chef” premiati in ricordo di Giorgio Gioco.

Ricordi, racconti e aneddoti della vita e della professione di Antonio Gioco, ma anche curiosità su una professione che negli ultimi decenni si è evoluta.

Hanno vinto una borsa studio del valore di mille euro ma anche la possibilità di vivere una giornata nella cucina stellata del ristorante veronese ’12 Apostoli’.

Sono le studentesse dell’istituto alberghiero Angelo Berti Beatrice Maria Dell’Amore e Ilaria Nardi che si sono aggiudicate la prima edizione del premio Giovani Chef. Una borsa di studio istituita pochi mesi fa dal Comune, su proposta del consigliere comunale Marta Vanzetto, in memoria di Giorgio Gioco, tra i più noti ristoratori veronesi ma  anche poeta e letterato, e dedicata a studenti con spiccate attitudini alla professione enogastronomica.

Per le due aspiranti chef, l’invito a cimentarsi tra i fornelli dello storico locale in centro storico, è arrivato direttamente dal proprietario dei ‘12 Apostoli’, Antonio Gioco, figlio di quel Giorgio scomparso poco più di un anno fa e che questa mattina è stato ricordato con la cerimonia organizzata per la consegna delle borse di studio.

Ricordi, racconti e aneddoti della vita e della professione di Antonio Gioco, ma anche curiosità su una professione che negli ultimi decenni si è evoluta, trasformando il tradizione cuoco nella moderna figura di chef.

A fare gli onori di casa, l’assessore alle Politiche giovanili Francesca Briani.

“Giorgio Gioco non è stato solo un grande cuoco, ma anche un simbolo della veronesità, che lui amava tramandare nei suoi piatti e nella sua attività di letterato e uomo di cultura – ha detto l’assessore Briani -. Grazie al premio ‘12 Apostoli’, dagli anni ’50 sono passati nel suo ristorante e nelle nostra città i più importanti scrittori, giornalisti e artisti italiani; è stato un precursore in vari ambiti, con intuizioni geniali che hanno contribuito a migliorare la nostra città. Penso alla statua di Berto Barbarani in piazza Erbe, che lui stesso ha voluto fosse realizzata per ricordare il poeta veronese, ma anche l’importante contributo per lo sviluppo dell’istituto alberghiero di Verona, con il quale ha sempre portato avanti una proficua collaborazione, dando agli studenti l’opportunità di formarsi e crescere anche nella sua cucina. Questo è un premio che va al merito, vogliamo che i nostri giovani siano consapevoli che la strada del successo è frutto di passione ma anche di sacrificio e molto impegno, in qualsiasi professione”.

Quindi il contributo di chi è stato al fianco di Giorgio Gioco nella vita familiare, nel lavoro e negli altri ambiti che ne hanno caratterizzato l’esistenza, come la cultura e l’amore per la tradizione veronese.

Il figlio Giorgio Gioco:”Abbiamo accolto con entusiasmo questa iniziativa del Comune, anche per il valore educativo a cui si ispira. Questo premio gratifica il lavoro che mio padre ha svolto con la stessa passione per tanti anni e ci sprona a continuare un mestiere che, se pur nella sua evoluzione, teniamo fortemente legato alla tradizione e ai prodotti del territorio. Ora la cucina dei ‘12 Apostoli’ e guidata dallo chef Mauro Buffo, anche lui uscito dal Berti. Per i ragazzi è fondamentale l’esperienza sul campo, imparano tanto ma ci arricchiscono con la loro curiosità ed energia”.

Tra gli studenti più curiosi e impertinenti che hanno imparato i segreti della cucina di Gioco, anche lo chef stellato Giancarlo Perbellini: “Era il settembre 1983 quando misi piede per la prima volta ai ’12 Apostoli’. Allora era uno dei pochi ristoranti stellati d’Italia, l’unico, tra questi, ad esserlo ancora oggi. La qualità è ciò che fa grande un ristorante, insieme alla passione di chi ci lavora”.

Paolo Massagrande, dirigente del Berti: “Se la nostra scuola si chiama così, lo dobbiamo ad Antonio Gioco, che ha proposto l’intitolazione quando l’istituto ha ottenuto l’autonomia dalla sede di Bardolino. Per molti anni Gioco è stato presidente della commissione esami di qualifica professionale, con un approccio sempre stimolante verso gli studenti. Tantissimi i giovani che hanno fatto il tirocinio da lui, molti dei quali sono oggi cuochi rinomati e apprezzati”.

Il consigliere Vanzetto ha ricordato l’obiettivo delle borse di studio, finalizzate alla costruzione di competenze e alla valorizzazione di giovani talenti nel campo enogastronomico.

Con brevi testimonianze, hanno ricordato il patron dei ‘12 Apostoli’ anche l’attuale chef Mauro Buffo, l’imprenditore Gabriele Ferron, il giornalista enogastronomico Morello Pecchioli e il professore di ‘Laboratorio di enogastronomia’ Luigi Cagnazzo. Oltre alle due borse di studio, sono stati consegnati anche 8 riconoscimenti ad altrettanti studenti meritevoli delle classi 5^ del Berti.

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