Il presidente Brusaferro in visita all’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar

Il professor Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore della Sanità (ISS), assieme al direttore generale dottor Andrea Piccioli, sono stati in visita lunedì mattina 18 ottobre all’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar.
La riunione con i vertici dell’ISS si è svolto a poche settimane dalla conferma per il “Sacro Cuore Don Calabria” della qualifica di Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) per le Malattie Infettive e Tropicali.
Il dottor Piccioli e il professor Brusaferro – accompagnati dalla Direzione dell’ospedale, guidata dal dottor Mario Piccinini, amministratore delegato – hanno visitato il Dipartimento di Malattie Infettive e Tropicali, “cuore” dell’IRCCS.
Il professor Zeno Bisoffi, direttore del dipartimento, e la sua squadra hanno fatto vedere l’attività di ricerca effettuata e soprattutto gli obiettivi futuri, anche grazie alla nuova dotazione di un Laboratorio ad alto biocontenimento. In questa postazione verranno studiati il virus Covid-19 e anche gli altri virus emergenti, come anche West Nile, originario africano ma da anni presente in alcune zone dell’Italia. Oltretutto saranno oggetto di ricerca il virus della dengue e chikungunya, endemici nelle regioni tropicali, ma che sono stati già causa di focolai epidemici persino in Occidente perché possono essere trasmessi dalla “zanzara tigre”.
“E’ con viva soddisfazione e sincera gratitudine che abbiamo dato oggi il benvenuto al professor Brusaferro e al dottor Piccioli, massimi rappresentanti di una delle più importanti istituzioni sanitarie del nostro Paese – ha commentato il direttore scientifico dell’IRCCS di Negrar professor Pier Carlo Muzzio -. Il nostro ruolo e la nostra funzione si collocano al servizio della Regione e della Nazione, insieme con l’Istituto Spallanzani di Roma, con il quale abbiamo in corso proficue collaborazioni non solo nella emergenza Covid ma anche per tutte le patologie trasmissibili legate alla tumultuosa mobilità umana che stiamo vivendo. E’ un approccio di ricerca, di cura ai pazienti e di prevenzione nella prospettiva di quella Salute Globale che dobbiamo perseguire in questo mondo in continuo cambiamento”.

L C

Fonti: https://www.mattinodiverona.it/