Passi avanti contro i tumori all’Università di Verona.

Tumori, scoperto il ruolo della proteina DAB2 nella formazione di metastasi

 Le metastasi rappresentano la principale causa di morte dei pazienti affetti da cancro.   Maggiori evidenze indicano, nello sviluppo di nuove metastasi, un ruolo importante dei macrofagi, le cellule del sistema immunitario che si attivano nelle risposte di difesa dell’organismo.

 I risultati di uno studio multidisciplinare, dimostrano che la presenza della proteina  DAB2 può predire la comparsa di metastasi. Ciò potrebbe aprire nuovi scenari terapeutici per prevenire la formazione delle stesse.

Vincenzo Bronte spiega che :

“In questo lavoro abbiamo scoperto che la proteina DAB2 (disabled 2 mitogen-responsive phosphoprotein), coinvolta nell’endocitosi, è altamente espressa nei macrofagi associati a tumore. La sua rimozione genetica in queste cellule riduce significativamente la formazione delle metastasi polmonari in animali di laboratorio con vari tipi di tumore”.

Il prof Bronte continua dicendo che:

“  i macrofagi, che posseggono DAB2, sono prevalentemente localizzati lungo il fronte di invasione del tumore. Dove partecipano al ricircolo delle integrine, speciali recettori localizzati sulle membrane cellulari e coinvolti nell’ attivazione di segnali. Questi macrofagi DAB2+ sono anche coinvolti nel rimodellamento della matrice extracellulare e guidano la disseminazione delle cellule tumorali, attraverso un meccanismo mediato dai fattori di trascrizione YAP/TAZ. Infine, è stato identificato DAB2 come potenziale marcatore prognostico per la stratificazione dei pazienti affetti da diverse neoplasie umane. Infatti, la presenza dei macrofagi DAB2+ correla con una prognosi negativa nei tumori lobulari del seno e nel carcinoma allo stomaco”.

“Il nostro studio dunque mette ulteriormente in evidenza il ruolo fondamentale del sistema immunitario e delle cellule mieloidi nel processo metastatico”.

Infine conclude che:

“ abbiamo, identificato per la prima volta come il ruolo svolto dalla proteina DAB2 nel rimodellamento della matrice extracellulare presente nel tumore sia fondamentale nel processo metastatico. Quindi, si deve investire su DAB2 per lo sviluppo di nuovi approcci terapeutici per prevenire la formazione di metastasi, da impiegare in combinazione con l’immunoterapia. Inoltre, l’espressione della proteina DAB2 nei macrofagi associati al tumore, rappresenta un potenziale marcatore da utilizzare per definire la prognosi dei pazienti con diversi tipi di neoplasie”.

 Sono state impiegate tecniche innovative di biologia molecolare come :

  •  sistema di delezione genica CRISPR/Cas9
  • analisi genomica di singole cellule (sc-RNAseq)
  • metodi di imaging in vivo
  •  microscopia confocale e due fotoni
  • tecniche di biologia cellulare e di valutazione della migrazione cellulare

Il progetto ha visto la collaborazione dell’università di Verona con numerosi partner:

  • Istituto oncologico veneto IOV-IRCCS, di Padova
  • dipartimento di Medicina e scienze dell’invecchiamento del Center for Advanced Studies and Technology (Cast) dell’università G. D’Annunzio di Chieti-Pescara
  • dipartimento di Medicina
  • dipartimento di Fisica e Astronomia “G. Galilei” e il dipartimento di Medicina molecolare dell’università di Padova
  • Istituto di ricerca pediatrica Città della Speranza di Padova
  •  Broad Institute of MIT and Harvard, Cambridge, Massachusetts USA
  • Ifom di Milano, l’Istituto per l’Oncologia molecolare di Padova, ARC-Net Ricerca Applicata sul Cancro dell’università di Verona
  • Fondazione policlinico universitario Agostino Gemelli
  • università cattolica del Sacro Cuore di Roma
  • dipartimento di Scienze della vita
  • Centro per la ricerca sul genoma
  • università di Modena e Reggio Emilia
  •  Max Planck Institute for Biochemistry

Lo studi, coordinato dalla sezione di Immunologia dell’ateneo scaligero guidata da Vincenzo Bronte , è stato pubblicato sulla rivista Cancer Discovery.

L’articolo, dal titolo “The Disabled homolog 2 controls pro-metastatic activity of tumor-associated macrophages”, ha tra i primi coautori Rosalinda Trovato, borsista del dipartimento di Medicina dell’ateneo di Verona e Ilaria Marigo dell’Istituto oncologico veneto IOV-IRCCS.

Del gruppo veronese fanno parte anche Francesca Hofer, Francesco De Sanctis, Stefano Ugel, Stefania Canè, Anna Simonelli, Federico Boschi, Rita T. Lawlor e Aldo Scarpa.

La ricerca è stata sostenuta da:

  • Fondazione AIRC per la ricerca sul Cancro
  •  Cancer Research Institute
  •  Fondazione Cariverona con il bando Ricerca Scientifica 2017
  •  Qatar National Priority Research Program 2017
  •  Fondi istituzionali dell’università cattolica del Sacro Cuore
  • Euronanomed III
  • IOV 5×1000 Intramural Research Grant Project

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