“Sani! Teatro tra parenti”. Marco Paolini in scena dal 9 al 14 gennaio a Verona

Nell’ambito della trentasettesima edizione dal 9 al 14 gennaio al Nuovo sarà di scena lo spettacolo di Marco Paolini e con lui sul palco ci saranno anche Saba Anglana e Lorenzo Monguzzi.

Giovedì 11 gennaio alle ore 18, gli artisti incontreranno il pubblico.

Quarto appuntamento con la rassegna “Il Grande Teatro” organizzata dal Comune di Verona e dal Teatro Stabile di Verona – Centro di Produzione Teatrale. Ad inaugurare il nuovo anno è l’attesissimo “Sani! Teatro tra parentesi” di e con Marco Paolini, in scena al Teatro Nuovo da martedì 9 a sabato 13 gennaio, alle 20.45, e domenica 14 alle 16.

In scena, assieme a lui, Lorenzo Monguzzi e Saba Anglana, autori ed esecutori dal vivo delle musiche dello spettacolo il quale è prodotto da Michela Signori e da Jolefilm. Le luci sono di Michele Mescalchin, la fonica di Piero Chinello, la direzione tecnica di Marco Busetto.

Il filo conduttore dello spettacolo sarà autobiografico. Nelle sue storie Paolini racconta momenti di crisi piccoli e grandi, personali e collettivi che hanno cambiato il corso delle cose, iniziando dai temi di fondo della crisi climatica e della transizione ecologica.

Si parte e si finisce con due storie già narrate nella “Fabbrica del mondo”, il progetto di Marco Paolini e Telmo Pievani trasmesso da Rai3 nel gennaio 2022. Si comincia dal racconto sul peso del benessere (l’Artificiale) in rapporto al peso della biomassa (il Naturale). Sulla scena un enorme castello di carte mostra la fragilità dell’equilibrio di ogni sistema ecologico, naturale o artificiale che sia. In rapida successione Paolini narra della crisi della guerra fredda che ebbe come protagonista Stanislav Petrov e del fine settimana in Islanda, a Höfði, che cambiò le sorti del mondo. Narra di Gemona e della Rosina, dell’uomo più solo al mondo, del peso delle cose, del lockdown del 2020 e dello sforzo necessario per costruire un progetto per il futuro.

Il racconto iniziale e quello finale, “Cattedrale”, sottolineano che non basta avere la consapevolezza della crisi: servono tanto coraggio e tanta immaginazione, perché tornare a prima non si può. Desiderarlo è umano ma non è utile, né pratico.

“Le crisi – afferma Marco Paolini – sono sul fondo, sono elementi della quotidianità che non trovano spazio nella nostra agenda, non sono emergenze che si chiudono, ma fasi. Conta come ce la raccontiamo: c’è chi dice “lo so già”, e c’è chi non ha voglia di ascoltare. A teatro devi essere attento a trasformare questi temi in qualcosa che abbia un appeal. Io ci provo con ironia, con canzoni e racconti, personali, condivisibili. Provo a far capire che quando sei a un bivio, hai sempre una scelta”.

“La musica in un teatro tra parentesi – Anglana e Monguzzi aggiungono – è suggestione veloce, capace di creare contrasto e raccordo, oltre che, come sempre negli spettacoli di Marco Paolini, elemento drammaturgico a sé, in grado di partecipare attivamente alla narrazione. Inizialmente, in piena emergenza Covid, ci siamo sforzati di scrivere canzoni che potessero alleggerire il peso di quei momenti, che fossero anche capaci di raccontare e condividere la difficoltà di quei mesi. Nel tentativo di comprendere quello che ci stava succedendo o forse semplicemente perché una criticità raccontata e condivisa fa meno paura. Oggi tutto ciò sembra già lontano e passato, ma cantare “tutto andrà bene, i lenzuoli attaccati alle ringhiere”, rimane un esercizio di memoria breve forse doveroso. Per il resto la musica si stacca dalla cronaca e segue la narrazione su orizzonti più ampi, melodie semplici supportate da più voci e da ritmi incalzanti. Ci sono le sonorità della musica folk mischiate a influenze e stili provenienti da molto lontano. Perché forse la musica è già capace di raccontare un mondo che, sfortunatamente, esiste solo nei nostri desideri, un mondo senza frontiere e capace – concludono i due musicisti – di affrontare unito la sfida per la propria sopravvivenza. No borders appunto”.

“Sani! Teatro fra parentesi, andato in scena al Piccolo Teatro Strehler è una sorta di ballata – ha scritto Magda Poli sul “Corriere della Sera” –. Parte dallo ieri dei suoi irresistibili Album, come l’avvincente contro-incontro con il geniale, iperegocentrico, provocatorio artista Carmelo Bene nel 1983, e arriva alle feroci contraddizioni del nostro oggi».

“Sani! – ha detto L’Alto Adige – conferma l’abituale capacità di Paolini di cogliere precisi momenti del passato in grado di spiegarci il presente, e sfrutta il periodo pandemico per mostrarci quanto il nostro stile di vita sia appeso a un filo sottile, senza, però, dimenticare le innate capacità acrobatiche di cui siamo in possesso”.

Giovedì 11, alle 18, gli interpreti di incontreranno il pubblico. la serata sarà condotta dal direttore artistico Spettacolo del Comune di Verona Carlo Mangolini. L’ingresso sarà completamente libero.

I biglietti saranno in vendita al Teatro Nuovo, a Box Office e on line su www.boxofficelive.it e www.boxol.it/boxofficelive. I prezzi sono: platea 26 euro, balconata 23 euro, prima galleria 15 euro, seconda galleria 10 euro.

 

L C