L’ obiettivo di salvare l’area boschiva dell’Alta Val Borago è stato raggiunto.

L’ obiettivo di salvare l’area boschiva dell’Alta Val Borago è stato raggiunto.

Si tratta di un patrimonio verde di straordinario valore, che garantisce la sopravvivenza di alcune rare specie vegetali e animali tipiche del territorio.

Un ampio terreno boschivo, a nord ovest della Zona speciale di Conservazione Borago-Galina. Terreno tra i Comuni di Negrar e Verona, che correva il rischio di  essere trasformato da bosco in vigneti.

 Oltre all’associazione Il Carpino, fondata nel 2007 proprio per valorizzare il patrimonio dell’area collinare ai margini della città, si sono schierate  anche tutte le istituzioni territoriali e nazionali più importanti.

Infatti i Comuni di Negrar e Verona, Ministero dell’Ambiente e Prefettura si sono fatti interlocutori di Banca Intesa Sanpaolo affinché l’area restasse in mano pubblica.

Invece l’associazione Il Carpino, attraverso una raccolta fondi ha raccolto oltre 170 mila euro. Risorse inizialmente destinate all’ acquisto dei terreni, ora saranno  investite per la valorizzazione dell’area e la realizzazione di percorsi guidati.

Il sindaco Sboarina dichiara soddisfatto:

“E’ stato raggiunto il massimo risultato possibile, la Val Borago resta pubblica. Non era una soluzione scontata. L’obiettivo era di salvare un sito naturalistico stupendo, che rischiava di andar perso. Questa straordinaria conclusione è quanto tutti auspicavano ma che non era così semplice da ottenere. E’ stato un lavoro di collaborazione congiunto, per cui dobbiamo oggi ringraziare Banca Intesa Sanpaolo, Prefetto e Ministro all’Ambiente. Ora si può  iniziare a programmare i prossimi interventi da realizzare. Le priorità sono la tutela e la valorizzazione. Si tratta di un’area protetta, le colline attorno alla città vanno mantenute in salute e non trasformate”.

G R

 

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