“Costruire e proteggere il futuro”, progetto per benessere e salute mentale dei giovani.

Predisporsi all’ascolto delle necessità dei più giovani è fondamentale affinché il loro percorso di formazione sia davvero occasione di crescita, scoperta e accettazione di sé.

L’obiettivo del progetto “Costruire e proteggere il futuro”, promosso da Università di Verona, Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona, con il patrocinio dell’Ufficio scolastico provinciale di Verona e del supporto dell’Assessorato alle politiche giovanili del Comune,  mira, appunto, a un’attività di prevenzione e promozione della salute mentale per gli studenti delle scuole superiori di Verona e provincia, che ha coinvolto quasi 700 studenti.

 IL progetto rientra all’interno di un piano composito, denominato “Prevenzione 0-25”, ideato e condotto dall’Unità operativa complessa di Psichiatria , coordinata da Mirella Ruggeri, direttrice della Sezione di Psichiatria dell’ateneo scaligero.

 La realizzazione del progetto è stata possibile grazie anche, al service del Rotary Club Verona Est, a cui hanno contribuito anche gli altri Rotary di Verona e provincia, e al Rotary International Distretto 2060 – Onlus. Tale contributo è stato rilevante non solo dal punto di vista economico, ma anche fattivo con il coinvolgimento attivo di vari soci, come prassi rotariana.

Preceduto da una fase di progettazione sin dal 2018, il progetto “Costruire e Proteggere il futuro” si è svolto tra l’11 febbraio 2019 e il 31 gennaio 2020 e ha visto il coinvolgimento di 29 classi da cinque istituti superiori di secondo grado del territorio scaligero, per un totale di 687 studenti coinvolti.

Gli incontri, gestiti da Caterina Diani, psicologa esperta di tematiche adolescenziali vincitrice del Bando Rotary, hanno chiamato ragazze e ragazzi a un ruolo di partecipazione attiva, mediante discussioni di gruppo e momenti di condivisione di pratiche ed esempi concreti tali da stimolare curiosità e consapevolezza riguardo problematiche e criticità trasversali loro vicine.

Le domande, raccolte in forma anonima nel corso degli incontri, e il questionario sottoposto ai partecipanti a margine del programma, hanno permesso di delineare una mappa soggettiva della visione degli studenti in merito alla salute mentale, con i relativi ambiti d’interesse.

L’analisi ha evidenziato una notevole attenzione alle tematiche della salute mentale, spesso proposte con notevole profondità, maturità e con una chiara richiesta di ricevere strumenti di tipo psicologico e a orientamento preventivo per affrontare le sfide della crescita e della progettualità di vita futura. Da segnalare, in particolare, gli aspetti relativi ad “affettività ed emozioni” (20%), “gestione dell’ansia e della rabbia” (17%) “spettro depressivo” (15%) e identità e immagine sociale (15%), temi centrali per la costruzione di un solido futuro di benessere e, al contempo, affrontabili con approcci di prevenzione.

“Il coinvolgimento mostrato e l’ottima risposta alle proposte avanzate sottolineano, da parte dei più giovani, il desiderio di approfondire aspetti più personali”, ha osservato Mirella Ruggeri. “L’auspicio è che la panoramica offerta e le metodologie impiegate nel progetto possano fungere da strumento per rispondere a specifici bisogni e, ove necessario, per facilitare l’accesso a una richiesta d’aiuto”.  “È nostra intenzione proseguire su questa strada con ulteriori approfondimenti, anche grazie al riscontro positivo ottenuto dal Provveditore agli studi. Una particolare attenzione verrebbe posta al potenziamento di abilità assertive e relazionali, finalizzate all’ individuazione di comportamenti e modalità comunicative più idonee ai diversi contesti di vita, e a gestire e ridurre al minimo possibili reazioni e relazioni disfunzionali” ha concluso Ruggeri.

G R

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