Intervista a Eliana Riggio presidente associazione C.I.N.I. Italia.

Buongiorno Eliana, dove ha la sede l’associazione e da quando è operativa ?

R: L’associazione ha sede in Via San Michele alla Porta, 5 Verona, ed è attiva da marzo 1992, quando un gruppo di volontari ha deciso di contribuire alla lotta alla malnutrizione in India sostenendo quanto già stava facendo il Child In Need Institute (CINI) in India dal 1974 a favore delle mamme e dei bambini provenienti da aree fortemente disagiate.

Cosa vi ha spinto a creare questa associazione?

R: La convinzione che fosse fondamentale contribuire al miglioramento delle condizioni di salute delle donne e dei bambini indiani in un momento storico in cui la malnutrizione aveva tassi rampanti e causava un innumerevole numero di morti tra i bambini al di sotto dei cinque anni.

Quali iniziative state portando avanti e quali prevedete per il futuro?

R: Dalla sua nascita ad oggi l’associazione ha inglobato, oltre alla nutrizione, l’impegno nel campo dell’istruzione, della salute e della protezione di donne e bambini poveri in India. Abbiamo due progetti di sostegno a distanza: il progetto ‘Adotta una mamma’ è volto a sostenere la gravidanza, il parto e la crescita dei bambini indiani nei primi 1000 giorni di vita, il periodo fondamentale dello sviluppo umano in cui si forma l’80% del cervello di un individuo; il progetto ‘Adotta un bambino’ sostiene invece il percorso di reinserimento sociale ed educativo di bambini lavoratori e di strada Oltre a questi due progetti siamo attivi con progetti specifici nei seguenti ambiti:

  • Istruzione: con la finalità di raggiungere l’iscrizione scolastica di tutti i bambini, far sì che vi rimangano e migliorarne la qualità;
  • Protezione dell’infanzia: con l’obiettivo di proteggere tutti i bambini da situazioni di abuso e sfruttamento all’ interno della scuola, della comunità e delle famiglie.
  • Nutrizione: al fine di garantire a tutti i bambini una crescita sana a partire dai primi mille giorni di vita
  • Salute: con l’obiettivo di assicurare l’accesso ai servizi sanitari a tutti in particolare alle donne e ai bambini.

 Quali sono i vostri obiettivi?

R: CINI crede che donne e bambini poveri dell’India, che non hanno risorse per nutrizione adeguata, istruzione e sicurezza abbiano il diritto di prendere il controllo delle proprie vite ed avviare uno sviluppo sostenibile che gli consenta il miglioramento delle condizioni di vita ed il rispetto dei loro diritti fondamentali. Il fine è quello di attuare uno sviluppo comunitario dal basso basato sui diritti umani utilizzando risorse locali.

Con le altre associazioni riuscite ad essere in sinergia?

R: La rete con le altre associazioni a livello cittadino, nazionale e internazionale è una delle nostre caratteristiche fondanti: facciamo parte della rete di CINI International, la rete ‘madre’ che raggruppa tutti gli uffici CINI sparsi nel mondo, aderiamo a ‘IO Dono sicuro’, un database che certifica le associazioni sulla base della trasparenza dei loro bilanci, delle reti nazionali di Sostegno a Distanza ‘La Gabbianella Onlus’ e ‘ForumSad’.

 Vuole dichiarare qualcosa ai nostri lettori?

R: Vorrei fare una citazione in cui mi ritrovo molto, tratta dal libro biografico sulla vita del fondatore di CINI, il dottor Samir Chaudhuri. Il libro si intitola ‘La scelta di Samir’, scritto da Valeria Benatti: “Nonostante tutto, dobbiamo avere speranza, e credere che i cambiamenti sono possibili. Evitare atteggiamenti di sconfitta. E lottare. Sempre. Senza mai scoraggiarci.”. Samir Chaudhuri

Tutte le informazioni riguardanti i progetti sono reperibili sul sito: www.ciniitalia.org

La ringrazio per la sua disponibilità

G R

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